Giancarlo Sosello racconta 11 anni degli Alpini della Val Susa Domenica verrà eletto il 10° presidente della Sezione

Il presidente Giancarlo SoselloIl presidente Giancarlo Sosello

SUSA – L’appunatamento con i capigruppo e i “grandi” elettori dell’Associazione Nazionale Alpini della val di Susa è per domenica 12 febbraio nella sede della Brunetta. Verranno letti i nuovi consiglieri sezionali e il presidente che prenderà il posto di Giancarlo Sosello che passerà la stecca dopo 11 anni. Aprendo il libro dei ricordi andiamo al 1922, anno di fondazione della Sezione, e troviamo il maggiore Mario Girotti, poi il capitano Ettore Miglia per arrivare al “papà degli alpini” come veniva affettuosamente chiamato il generale Federico Ferretti. Dopo la seconda guerra fu il consiglio a dirigere gli Alpini fino al 1953 quando fu eletto Felice Prat. Un solo anno per Edoardo Bertolo e poi cominciò la lunghissima presidenza di Franco Badò, dal 1985 al 1994. Arrivaimo così a Riccardo Chiosso, Paolo Giuliano e appunto Sosello.

Sottoufficiale di complemento tra il 1969 e il ’70 alla Scuola Alpina di Aosta proseguì la sua naja nel Battaglione addestramento reclute di Bra. Ecco il congedo, la famiglia e l’impiego in banca. Ma un’altra famiglia stava per abbracciare Giancarlo: quella alpina. Da subito nel Gruppo di Bussoleno li fu Capogruppo nel 1996. Eccolo Presidente della Sezione nel 2006. Disponibile, caparbio, con una visione del futuro associativo chiara, presente e quel tono decisionista che fa bene e la testa “dura” il giusto.

Com’era la Sezione quando diventasti presidente?

“Grandi numeri di soci, l’effetto fine naja non aveva ancora colpito come ora, i Gruppi come oggi erano ricchi d’iniziative. Certo ripsetto ad oggi c’era ancora la generazione dei combattenti dell’ultima guerra. Poi ci furono subito le Olimpiadi di Torino lì ho avuto la fortuna di avere attorno un gruppo di collaboratori eccezionale”.

Un bilancio sull’associazione?

In questi anni abbiamo fatto cose davvero grandi. Lascio una sezione in ottima salute sotto tutti i punti di vista; abbiamo realizzato il sito, fatto diventare grande Lo Scarpone che ha vinto il premio nazionale della stampa alpina, realizzato Lo Scarponcino on line che ci serve per comunicare con i gruppi. Penso alle Adunate Nazionali, le salite al Rocciamelone, la Santa Messa di Natale al santuario di Mompantero, gli incontri di Exilles e ancora la nostra Fanfara Sezionale ed il Gruppo di Protezione Civile. Il raduno di Susa del settembre scorso sarà con i suoi 30 mila partecipanti il nostro ricordo più bello“.

E il mondo li fuori come vede gli Alpini?

“Abbiamo avuto da noi due edizioni dei Campionati Militari di Sport Alpini nel 2014 e 2016 abbiamo fatto i due gemellaggi con le presenze associative a noi vicine. Prima con la Francia a settembre del 2009 a Briancon e con il 27° Battailon de Chasseurs Alpine di Annecy, poi con la Sezione di Pinerolo due anni fa. Abbiamo tessuto buoni rapporti con le Forze Armate presenti sul nostro territorio e possiamo onorare la presenza tra gli icsritti alla nostra Sezione il comandante della Truppe Alpini il generale Bonato”.

Quali sono le sfide dell’Associazione adesso?

“Molte e impegnative, ma sono sicuro che avremo la forza di affrontarle come abbiamo sempre fatto con serenità, professionalità e coraggio.  Essere alpini vuol dire avere questi valori sempre e comunque”.