Giaveno, ancora polemiche sulla chiusura del Centro Storico Parlano l'assessore Barone e il consigliere di opposizione Stefano Tizzani

Giaveno vista

GIAVENO- Non accenna a placarsi la polemica che riguarda la chiusura del centro storico di Giaveno durante i fine settimana. Fra chi lo vorrebbe mantenere chiuso nei week- end (pochi), chi lo vorrebbe sempre chiuso e pedonalizzato (pochissimi) e chi, invece, lo vorrebbe sempre aperto (la stragrande maggioranza), come prima di quest’estate, è infatti scontro già da mesi. In prima linea, naturalmente, i commercianti della zona, alcuni dei quali (i contrari alla chiusura) lamentano un calo del volume degli affari durante le ore di fermo forzato al traffico veicolare. I commercianti non sono tutti contrari alla chiusura, ma quelli favorevoli, in effetti, si contano sulle dita di una mano. E pare che non abbia aiutato nemmeno l’ultimo recente incontro avuto con l’assessore al Commercio, Marilena Barone, che, contattata, ha così argomentato: “Non abbiamo alcuna intenzione di prendere decisioni affrettate; qualsiasi provvedimento di natura definitiva che adotteremo circa il centro storico sarà preceduto da un attento studio e dal coinvolgimento diretto in primis di chi è titolare di un’attività commerciale in zona e anche dei residenti”. Fonti non ufficiali, ma comunque credibili, lasciano poi intendere che la chiusura del centro storico nei week- end potrebbe essere agli sgoccioli, forse potrebbe terminare addirittura già dopo l’Epifania, nell’attesa di una decisione più ponderata. In tutto ciò, tuttavia, spicca l’assenza del sindaco, Carlo Giacone, criticato apertamente da alcuni commercianti per non essersi presentato alla riunione. Rincara la dose Stefano Tizzani, capogruppo di “Per Giaveno”: “L’assenza del sindaco durante questa riunione denota ancora una volta il non volersi assumere le responsabilità che gli sono proprie. Non comprendiamo inoltre perché a quell’incontro, oltre a Marilena Barone e Marco Carbone, fosse presente anche Vilma Beccaria”. Secondo Tizzani, inoltre, la chiusura del centro storico andrebbe revocata almeno per le prossime due domeniche (le ultime dell’anno) e le decisioni circa il futuro delle vie interessate dallo stop al traffico veicolare dovrebbero essere sottoposte a una sorta di referendum fra i commercianti delle zone interessate, ma soltanto dopo un serio lavoro di studio e approfondimento che coinvolga tutti gli attori.