Giaveno, il Consiglio Comunale ad argomento immigrati viene aperto al pubblico Daniela Ruffino e Stefano Tizzani: "Manca un progetto di accoglienza per gli immigranti e questa amministrazione non sa gestire questa esigenza"

Consiglio Comunale a GiavenoConsiglio Comunale a Giaveno

GIAVENO – Un consiglio comunale quello di oggi, lunedì 18 settembre, con molti punti all’ordine del giorno. Si parte con interrogazioni ed interpellanze dell’opposizione, ma poi il consiglio viene aperto sul tema della accoglienza agli immigrati.

La mensa scolastica

Il primo tema è sulla mensa a scuola. Un’interpellanza presentata dal gruppo consiliare “Per Giaveno” riguardante il servizio di refezione scolastica e la possibilità di stipulare una convenzione con il comune di Coazze. Si è poi parlato della viabilità dove aprirà la nuova farmacia in borgata Pontepietra a domanda del Gruppo 5 Stelle.

L’assessore ha risposto su basi tecniche riportando norme sulla viabilità e sui permessi. Il consigliere Carbone, con delega in materia, ha risposto che non c’è nessuna problematica sull’accesso alla farmacia ma la criticità potrebbe essere legata alla viabilità della zona. Comunque ha ribadito l’amministratore che la valutazione verrà presa con Città Metropolitana gestore della strada. Il consigliere Giovale Alet in risposta ha ribadito i suoi dubbi in merito alla viabilità nella frazione soprattutto per quanto potrà accadere quando verranno a mancare, invitabilmente, i posteggi.

CambiAmo Giaveno interroga sulla qualità dell’acqua.  Per l’Assessore Neirotti “non ci sono mai stati problemi per i cittadini”.

CambiAmo Giaveno, per voce del capo gruppo Cappuccio, ha interpellato il sindaco sulle condizioni dell’acqua potabile dopo alluvione. Il consigliere ha espresso dubbi per aver visto note a riguardo sulle pagine Facebook della città. L’Assessore Neirotti ha chiarito che da novembre dell’anno scorso, giorni dell’alluvione, prima Smat poi il comune hanno operato con le normali procedure riguardo alle segnalazioni in essere. “Comunque – ha dichiarato – la qualità dell’acqua non è  mai stata a rischio”. Cappuccio ha specificato che la dichiarazione è arrivata tardi pur essendo molto attesa dai cittadini.

Il tema più caldo: gli immigrati mandati in Città dalla Prefettura

Si è poi entrati nel vivo del consiglio con un argomento sempre d’attualità su cui si é molto dibattuto in città in queste settimane: l’immigrazione sul territorio. Il gruppo d’opposizione Cambiamo Giaveno ha chiesto alcune precisazioni sulla presenza di richiedenti asilo in Borgata Brancard Monterossino. Il consigliere Cappuccio ha chiesto se l’abitazione abbia tutte le caratteristiche di abitabilità. Il consigliere ha chiesto di aprire il consiglio comunale per poter ascoltare la voce dei protagonisti di questa vicenda. A maggioranza la richiesta dell’opposizione viene accolta.

Il consiglio comunale viene aperto al pubblico

Interviene l’uomo che in seguito al disagio in frazione Borgata Brancard ha abbandonato la casa. Parole dure, di rassegnazione contro le istituzioni. “Sono stato minacciato di morte con un coltello- ha detto il padre di famiglia– non c’era più la sicurezza per i miei figli, non c’erano le condizioni minime per tollerare. Sono dovuto scappare da casa mia, quegli immigrati non sono seguiti, fanno ciò che vogliono. Non c’è interesse che la verità venga a galla“.

Un giavenese dal pubblico: “Faccio parte di due associazioni di volontariato e non credo allo sdegno del signore che ha lasciato casa“. Il signore mette in dubbio le parole del proprietario e giustifica gli immigrati perché a suo dire sono uomini comunque tolleranti”.

Un altro dal pubblico: “Gli immigrati a lungo andare provocheranno una guerra tra poveri. Credo che il consiglio comunale non può trasformarsi in un tribunale. Il flusso dei profughi è un flusso artificiale creato ad arte per ragioni economiche”.

Vilma Beccaria, tessera Pd, prende la parola ricordando i tempi della gioventù quando si viveva l’immigrazione dal meridione italiano. Un coro di dissenso si è alzato contro la Beccaria osì come dalla minoranza.

Sull’argomento è intervenuta anche Daniela Ruffino  “Nessuno deve strumentalizzare questo episodio. Un’amministrazione non deve comportarsi in questo modo, non è sufficiente fare tre riunioni com’è stato dichiarato oggi. La guida della città è una cosa seria e non può avere la posizione tenuta da questa maggioranza.- la Ruffino ha poi detto– Quella casa ha dei problemi strutturali e la cosa va approfondita. Questo è un caso che non avuto la giusta e approfondita gestione da parte dell’amministrazione. Manca un progetto di accoglienza generale riguardo gli immigrati – la consigliera ha poi accusato– Non è dignitoso abbandonare gli immigrati a loro stessi in montagna“.

Una signora dal pubblico. “L’amministrazione è assente e si chiude nel palazzo. L’immigrazione è una questione seria e la vergogna di Giaveno è la politica ora al governo. Gli extracomunitari devono essere aiutati ma anche i giavenesi devo avere le stesse attenzioni”.

Il Sindaco Carlo Giacone interviene difendendo l’operato dell’amministrazione. “Ci sono normative precise e un numero di immigrati che manda la Prefettura. Il comune è coinvolto minimamente, è la Prefettura che decide i luoghi, i tempi e il numero delle persone accolte. Io sono andato, con i carabinieri, sui luoghi di accoglienza spiegando l’importanza dell’ordine pubblico e del bene comune. Come amministrazione è intervenuto sul posto il consigliere Carbone e con la cooperativa abbiamo avuto un dialogo, così come c’è un contatto con vice-prefetto”. Ha poi concluso il sindaco: “Ci siamo impegnati in molte situazioni per quanto ci compete ma molti aspetti non sono di nostra competenza”.

Il vice sindaco Calvo : “Sono stata diverse volte sul posto ma non abbiamo mai notato grandi problemi. Ricordo solo un furto di cellulare da parte di un ragazzo che poi è stato spostato in altra sede”. La Calvo ha poi elencato i principi, riportati sulla presentazione, della cooperativa che gestisce il Centro nella frazione giavenese.

Stefano Tizzani, del gruppo d’opposizione della ex maggioranza: “Io credo alla famiglia che ha lasciato la casa. Evidentemente l’amministrazione ha fallito se un vicino è costretto a lasciare casa è perché non può più viverci. Se le case non hanno l’agibilita è un problema grave tutta a carico dell’amministrazione e non si può aspettare più di un anno per comprendere un disagio. L’amministrazione ha fallito il ruolo di mediazione ed ha responsabilità precise. Non è vero che le amministrazioni non possono fare nulla, altre hanno saputo gestire a Giaveno no”. 

Riprende la parola chi per “incompatibilità” ha lasciato la sua casa. “Gli immigranti sul posto sono stati anche più di venti. Facevano di tutto a casa per impedirci il passaggio in cortile, buttavano il cibo per terra, litigavano tra loro e non ci permettevano la normale vita. Li abbiamo visto anche fumare droghe e abbiamo sempre denunciato tutto ai Carabinieri che non li hanno mai sorpresi. Io voglio ringraziare tutti per la sensibilità, non ci lasciate soli”.