Giaveno, continua a distanza lo scontro Giacone- Tizzani E un post di facebook finisce dai Carabinieri

Da sinistra, il sindaco Carlo Giacone e il capogruppo di "Per Giaveno", Stefano TizzaniDa sinistra, il sindaco Carlo Giacone e il capogruppo di "Per Giaveno", Stefano Tizzani

GIAVENO – Come annunciato durante l’ultimo Consiglio comunale, il gruppo di opposizione “Per Giaveno” (composto da Stefano Tizzani, Daniela Ruffino e Giovanni Mellano), il 30 dicembre, ha consegnato, presso la stazione dei Carabinieri di Giaveno, il messaggio privato (reso pubblico su facebook dalla destinataria) in cui il sindaco, Carlo Giacone, ipotizza la presenza, a Giaveno, di un sistema “clientelare e mafioso”. “I riferimenti ingiuriosi e diffamatori rivolti alla passata amministrazione, in cui peraltro egli ha militato 20 anni erano troppo gravi. In particolare il richiamo a presunti “sistemi mafiosi”, che peraltro lui non ha mai denunciato, ha gettato fango non solo su chi ha ben amministrato il paese per anni, ma anche sui dipendenti comunali e sulla città stessa” scrivono Tizzani, Ruffino e Mellano. I tre consiglieri respingono, inoltre, l’accusa di avere voluto boicottare l’assestamento di bilancio: “Il parziale sblocco del patto di stabilità e la possibilità di applicare una parte dell’avanzo, oltre 3,2 milioni di euro sui circa 8 che l’amministrazione Ruffino ha lasciato in eredità era per noi punto di soddisfazione, anche perché, al di là dei proclami di Giacone, l’asfaltatura del parcheggio del palazzetto dello sport e la rotonda di via Selvaggio, erano interventi progettati, finanziati e appaltati proprio dalla vecchia amministrazione”. Giacone, dal canto suo, definisce i consiglieri di “Per Giaveno”, dei “professionisti della politica”, affermando che: “Lo spettacolo messo in atto dal Gruppo di Tizzani, Ruffino e Mellano nell’ultima seduta di Consiglio dimostra come questi che possono essere serenamente definiti professionisti della politica abbiano ormai smarrito la capacità di distinguere tra l’Aula di Palazzo Asteggiano e l’arena dei social network. Arena a cui l’opposizione, che tiene sempre a portata di mano il tablet, sembra aver affidato tutte le proprie energie, aggregando – e strumentalizzando –  un manipolo di fedeli seguaci pronti a riproporne i messaggi. Secondo il principio del “armiamoci e partite”, si attivano anche falsi profili o gruppi esclusivamente dedicati al linciaggio mediatico”. Accusa respinta al mittente dai tre consiglieri di opposizione: “Sentirci etichettare da Giacone quali professionisti della politica fa sorridere. Proprio da lui, che da 20 anni fa il politico di professione, percependo indennità cui non ha mai rinunciato e che, nonostante le promesse della campagna elettorale, non sì è neanche ridotto. Sull’uso dei social network poi, è inammissibile che Giacone attribuisca alla minoranza le legittime lamentele di liberi cittadini. Siamo in democrazia. Invece di interpretare, come sempre, la parte della vittima, lo invitiamo a farsi un serio esame di coscienza”. L’invito conclusivo di Tizzani, Ruffino e Mellano rivolto a Giacone è poi quello di assumersi le sue responsabilità di sindaco e di smetterla di dare sempre la colpa alla passata Amministrazione.