Giaveno e i Centri Commerciali, parla l’assessore Barone "E' Berlusconi che ha fatto approvare la legge Decreto Sviluppo"

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GIAVENO- Il tema “caldo” di quest’estate è quello dei nuovi Centri Commerciali che andranno a costruirsi in città. L’avversione dei commercianti e artigiani è nota così come quella di una buona componente politica. Ecco la voce dell’amministrazione tramite l’assessore al commercio Marilena Barone.

L’aver rilasciato la conversione in aree commerciali in città in tre siti è una visione politica molto precisa, cosa vi ha spinto a questa decisione?

Occorre fare chiarezza sul termine “conversione”: l’unica conversione, peraltro parziale, in quanto il PRGC (Piano Regolatore Generale Comunale n.d.r) vigente, fin dal dicembre 2011, consente l’apertura di nuove attività commerciali di vicinato, riguarda l’area della ex fonderia Giai Baudissard, lungo il torrente Ollasio in fregio a via Selvaggio. In tale area sarà possibile, una volta terminato l’iter della variante urbanistica, la realizzazione di un piccolo supermercato con superficie di vendita inferiore a 2000 mq, con il quale sarà realizzato un parcheggio pubblico di oltre 2500 mq e una nuova rotonda per l’inserzione su via Selvaggio. Si tratta sicuramente di una scelta politica, che guarda al riuso e alla riqualificazione di un’area e di fabbricati ex industriali dismessi da tempo, in un’ottica di riduzione del consumo di suolo inedificato. La previsione è contenuta nella Delibera consiliare n°3 del gennaio 2016. Altri interventi di cui molto si parla, non sempre in termini corretti, quali l’area Reguzzoni in primis, per il quale nell’ultimo Consiglio Comunale è stato deliberato l’interesse pubblico e la deroga alla destinazione urbanistica dell’area, o l’intervento recentemente richiesto da Cavourese/Martoglio sull’area di via Torino, tra le rotonde di via Colpastore e corso Piemonte, sono invece interventi richiesti ai sensi del “decreto sviluppo” – legge 106/2011 – che mira alla riqualificazione incentivata delle aree urbane dismesse o in via di dismissione, e che prevede la realizzazione degli interventi in deroga alle previsioni urbanistiche di Piano Regolatore. Per quanto riguarda l’area di via Torino, è attualmente a servizi pubblici, e sarà valutata con estrema attenzione dall’Amministrazione comunale”.

Non crede che con i supermercati ne perderà il piccolo dettaglio di “prossimità”?

Questa domanda bisognerebbe rivolgerla a Berlusconi che ha fatto approvare la legge “Decreto sviluppo” oppure chiederla al gruppo di minoranza di Forza Italia che ha approvato nell’anno 2012 la delibera di libera apertura alle medie strutture commerciali.  A Giaveno esistono da tempo diversi supermercati, che integrano l’offerta commerciale “di prossimità” dei piccoli esercizi sparsi sul territorio. Questo non è un Centro Commerciale con gallerie di negozi, come afferma il gruppo di minoranza per creare allarmismo tra i commercianti, ma si tratta di un supermercato di media struttura ,con una superficie che supera i 250 metri quadri. Caratteristica che il supermercato di via Canonico Pio Rolla ha già“.

L’associazione commercianti dice che è mancato un confronto, lo farete?

Le Associazioni dei Commercianti, sia a livello nazionale che locale, sono state coinvolte nella fase di stesura della delibera sui criteri commerciali del gennaio 2016, che ha peraltro confermato quanto deliberato dalla precedente Amministrazione fin dal dicembre 2012. Le Associazioni, specie quello locali, saranno ancora coinvolte nelle future scelte strategiche, come ad esempio per le progettata riqualificazione del Centro Storico, o per la revisione delle aree mercatali.”

Si è parlato di spazi da dedicare al commercio locale in grandi strutture, è una via praticabile?

“Se per “commercio locale” ci si riferisce agli esercizi di vicinato, le risposta non può essere che negativa, perché non si tratta, in tutti i casi citati, di “centri commerciali” bensì unicamente di medie strutture di vendita, cioè di supermercati. Se invece ci si riferisce all’inserimento, nelle immediate vicinanze o all’interno dei supermercati, di spazi destinati alla vendita di prodotti, specificatamente agricoli, di produzione locale, questo non può dipendere da scelte concesse alla Pubblica Amministrazione, ma solo da trattative tra i privati, che peraltro devono sempre avvenire nel rispetto delle normative vigenti in materia di commercio in generale, e di vendita diretta da parte dei produttori agricoli in particolare”.