Giaveno: Giacone “Chi ha scattato le foto si assuma le sue responsabilità” Il Sindaco attacca: "non hanno più argomenti contro di noi"

Il Sindaco di Giaveno Carlo Giacone mentre interviene sull'interpellanza presentata da Alessandro Cappuccio ("CambiAMO Giaveno")Il Sindaco di Giaveno Carlo Giacone mentre interviene sull'interpellanza presentata da Alessandro Cappuccio ("CambiAMO Giaveno")

GIAVENO – Esce dall’aula del Consiglio comunale il braccio di ferro che da mesi si consuma attorno all’interpellanza del Consigliere Alessandro Cappuccio (“CambiAMO Giaveno”) sul presunto utilizzo improprio dei parcheggi comunali riservati da parte del Sindaco Carlo Giacone.
Questa mattina il Primo Cittadino interrogato dal nostro giornale ha annunciato: “ho querelato Cappuccio per i danni alla mia immagine di Amministratore”. Perché, spiega, “per tre volte il testo della sua interpellanza è comparso sui quaranta manifesti del Consiglio comunale: la prima volta non si è presentato, la seconda non c’era il proiettore e ha ritirato l’interpellanza e infine la terza è andata com’è andata”.
Non hanno più argomenti contro l’Amministrazione e adesso cercano di infangare l’immagine del Sindaco e della sua famiglia… – la sua considerazione in merito agli ultimi andamenti del Consiglio, per cui aggiunge – per fortuna in questi giorni sto ricevendo messaggi di sostegno da diversi cittadini”.
Ha anche aggiunto di essere in procinto di denunciare alle Forze dell’Ordine chi ha effettuato “le foto con la mia macchina e quella della mia compagna: chi le ha fatte si assuma le sue responsabilità”. Perché “ci seguono di giorno e di notte, scattano fotografie. L’opposizione dice che sono i cittadini, ma io non ci credo” spiega il Sindaco.
Giacone scende poi nel merito delle fotografie: “per primo ci tengo a rimarcare che ho il permesso per poter parcheggiare a Villa Favorita. Spesso mi è capitato di stare lì ore, perché si stava allestendo la sala per qualche evento serale o perché avevo incontri nell’ufficio che condivido con Ezio Sada, come nel periodo dell’alluvione”. Poi, continua, “chiunque può fare dieci foto al buio e dire che sono state scattate in dieci occasioni diverse, bisogna dimostrarlo”. Spiega poi come il cancello della Villa non sia mai chiuso e pertanto sia possibile accostarlo e far sembrare “che me lo sia chiuso dietro per lasciare la macchina là per la notte”.
Il Sindaco continua con una considerazione “non bisogna esagerare: qui si sta andando fuori luogo. Non è più una battaglia politica, ma un attacco portato nella vita privata. Vivo praticamente tutta la settimana in Comune, capita di andare il sabato o la domenica per recuperare del lavoro arretrato, non voglio per questo essere seguito, fotografo e accusato”. E conclude “quello che più mi spiace e la commistione fra questioni pubbliche e private, l’aver messo in mezzo la mia compagna, fotografando la sua macchina, rendendo pubblico qual è la macchina di chi. Insomma, un attacco alla mia privacy”.