Giaveno, grande successo per il pranzo di solidarietà con i richiedenti asilo

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GIAVENO – Domenica alternativa quella di ieri a Giaveno. Terminato il periodo delle festività, con i suoi pranzi e le sue cene, a qualcuno era rimasta la sensazione di non avere ancora assolto pienamente i suoi impegni conviviali; è stato così che i centri di accoglienza di borgata Brancard e Buffa, in collaborazione con la parrocchia di Giaveno, hanno organizzato un pranzo con i profughi e i cittadini giavenesi, nei locali del CIP, dove si tiene Spaghettopoli.

“È stata una bellissima occasione sia per loro, perché hanno potuto interagire in italiano, cosa di cui hanno molto bisogno, sia per noi, che da queste persone potremmo imparare molto” ha dichiarato Mara Borrelli, coordinatrice del centro di accoglienza di Buffa. I commensali hanno potuto assaporare la cucina gentilmente offerta dai cuochi, ospiti dei centri di accoglienza, ai quali è stata messa a disposizione la cucina della struttura, e che hanno fatto gustare piatti tipici dei loro paesi di provenienza.

Dopo aver mangiato gomito a gomito con gente proveniente dalla Nigeria, dal Mali, dal Gambia, dal Pakistan, dal Bangladesh, dopo aver ascoltato le loro storie, dopo aver condiviso un buon pasto, è cominciata la festa vera e propria. “Per fare qualsiasi cosa insieme bisogna conoscersi, e per conoscersi” ha affermato Don Gianni, il parroco di Giaveno, “non c’è modo migliore che pranzare, danzare e fare festa insieme”. Infatti, è bastato un amplificatore per riempire il salone di persone che ballavano su ritmi medio-orientali e africani.

All’evento era presente anche la vicesindaco Vincenza Calvo, la quale ha comunicato l’avvenuta approvazione del protocollo d’intesa tra il Comune e le cooperative che si occupano dei profughi (in questo caso Babel e Carapace, l’ex 6-1-0) per tutelare gli enti che se ne occupano e, soprattutto, i ragazzi accolti. “Sono molto contenta della giornata di oggi, ne servirebbero di più” ha gioito la vicesindaco.