Giaveno, gli immigrati saranno trasferiti da Borgata Brancard a Roccette Rimangono fino a dicembre tre pakistini, forse la famiglia Burca tornerà a casa a gennaio

Immigrati pakistani (archivio)

GIAVENO – L’aveva annunciato e l’ha fatto. Sentita la scorsa settimana per avere novità sulla scomoda situazione degli immigrati in frazione Brancard, che avevano di fatto allontanato i proprietari, la vicesindaco Enza Calvo oggi ha annunciato in una nota una novità sul caso.

Intanto l’esponente della maggioranza scrive: “Giovedì 7 dicembre ho richiesto un incontro con la famiglia Burca per ascoltare le sue richieste e dopo una lunga chiacchierata ho promesso di proseguire con il mio interessamento che non è mai venuto meno”. Insomma la presenza in Consiglio Comunale del cittadino giavenese costretto a lasciare casa, che aveva manifestato disagio per la convivenza forzata con i pakistani e bengalesi ospiti a borgata Brancard,  ha lasciato il segno.

Afferma la Calvo: “Intanto ho ricontattato la cooperativa Babel e ci sono delle novità sulla situazione di borgata Brancard. Da lunedì 11 dicembre, cinque richiedenti asilo prima ospitati lì sono stati trasferiti a Torino; e nel periodo tra Natale e Capodanno altri sette verranno sistemati in una diversa borgata giavenese, Roccette, in appartamenti già affittati dalla cooperativa. Così a Brancard rimarrebbe un numero esiguo di ospiti, tre persone, e questo dovrebbe consentire una pacifica convivenza con la famiglia Burca che potrà così tornare a casa”.

La famiglia ritornerà a casa a gennaio

La famiglia Burca: “Noi sappiamo che dopo capodanno, per gennaio, non dovrebbe più esserci nessuno. Speriamo che così sia così potremo tornare a casa nostra dopo un anno e mezzo. Se poi dovessero tornare in gruppo saremo punto a capo ma la signora Calvo ci ha assicurato che per quanto nelle sue possibilità una volta lasciata la frazione non torneranno mai più”.

Scrive nella nota il vicesindaco: “Ricordo che se un privato decide di affittare una sua proprietà ad una cooperativa e questa vince l’appalto da parte della Prefettura, il Comune non può fare nulla se non prenderne atto così come è stato sia per Brancard che per Buffa“. Che il fatto che un’amministrazione non abbia  strumenti per gestire il problema immigrazione nel territorio sarà sicuramente tema di discussione in città. Intanto si registra quello che assomiglia più ad un “trasloco” che ad una soluzione del problema.