Giaveno: la Lega sui migranti “ci saremmo aspettati informazione continua”

Migranti

GIAVENO – L’argomento accoglienza torna a farsi caldo con l’annuncio dell’arrivo di 5.966 richiedenti asilo tra Torino e Provincia. In una nota, firmata dal Segretario Stefano Olocco e dal militante Patrizio Sgarra, la sezione locale della Lega Nord fa sapere che la sua attenzione sull’argomento “resta alta ma senza isterismi o slogan di sorta“, sottolineando che “l’immigrazione di massa nasconde parecchie insidie e che sottovalutarle o nascondersi dietro un buonismo che favorisce solo chi compra il lavoro e non chi lavora, alla fine creerà moltissimi problemi ovunque“.

Nel comunicato vengono poste alcune domande “a che punto sia il progetto d’accoglienza dei richiedenti asilo nel Comune di Giaveno. Quanti di loro hanno ottenuto il riconoscimento dello status di profugo? Cosa invece ne sarà di chi non vedrà riconosciuta per sé la protezione internazionale? Che fine hanno fatto i progetti di lavoro in cambio dell’accoglienza?

Non sono morbide le critiche della sezione: “ci saremmo aspettati un flusso d’informazione congruo. Invece come spesso accade viene tutto sottaciuto, tenuto nascosto“. Infatti, in un contesto di crisi economica e di disoccupazione, “la nostra grande preoccupazione riguarda la sorte di chi non vedrà riconosciuto lo status di profugo e che rimarrà in una situazione di limbo istituzionale, cosa che prima o poi creerà anche qui delle tensioni sociali“. E continua “non crediamo sia una buona idea combattere la povertà importando nuovi poveri, combattere la disoccupazione importando nuovi disoccupati e presto o tardi queste evidenze saranno chiare a tutti: italiani e stranieri“.

Si legge di una “guerra tra poveri” nella nota leghista “perché si sta delineando una catastrofe umanitaria che colpirà tutti, in primis proprio gli immigrati“. Vengono proposte delle soluzioni come “reintrodurre l’elezione del presidente della provincia garantendo poteri su sicurezza e immigrazione” e tagliare le Prefetture. La figura del Prefetto, aggiunge la nota, “spesso esercita un potere di ingerenza sulle amministrazioni locali“.