Giaveno, L’ultimo Consiglio comunale dell’anno fra tensioni e accuse

Consiglio Comunale

GIAVENO – L’ultimo Consiglio comunale giavenese dell’anno finisce fra le tensioni che da tempo ormai lo caratterizzano. Ancor prima di iniziare con il primo punto all’ordine del giorno, il capogruppo di “Per Giaveno”, Stefano Tizzani, ha chiesto che le videoriprese dell’assise, realizzate sin dall’inizio dell’Amministrazione Giacone da un privato cittadino, Mauro Lilliu, che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie per il Movimento 5 stelle, venissero effettuate, a partire dalla prossima seduta, da un’altra persona o, in alternativa, realizzate grazie all’installazione di un impianto di videoripresa. La motivazione che ha spinto Tizzani a chiedere ciò sarebbe stata la presenza (della durata di alcuni secondi), alla fine di ogni filmato dei precedenti Consigli, del logo del Movimento di Beppe Grillo. Circostanza smentita da Lilliu che sostiene di non avere mai manipolato i filmati. Mauro Lilliu ha comunque rinunciato da subito a effettuare le riprese video del Consiglio. Sempre il capogruppo Tizzani ha poi chiesto spiegazioni al sindaco, Carlo Giacone, circa un messaggio (privato, ma recentemente reso pubblico su facebook dal destinatario), risalente all’ultima campagna elettorale (2013),  in cui una persona (il cui nome è stato censurato ma che è pressoché certo possa essere lo stesso Tizzani) viene definita un “burattino”. Sempre nel medesimo messaggio di due anni fa si sarebbe ipotizzata, inoltre, la presenza a Giaveno, di un sistema “clientelare e mafioso” con a capo un noto ristoratore della città. È a questo punto che è scoppiata la bagarre: il sindaco non ha risposto alle pressanti richieste di spiegazione del capogruppo di “Per Giaveno” né a quelle di Daniela Ruffino, a cui la presidente del Consiglio, Vilma Beccaria, dopo avere invitato l’ex sindaco ad attenersi all’ordine del giorno, ha tolto la parola. Qualcuno fra il pubblico in sala ha cominciato a scattare foto e a riprendere la scena con il telefonino, scatenando le ire della Beccaria che ha quindi sospeso la seduta e chiamato i vigili urbani. La seduta è poi ripresa regolarmente circa un quarto d’ora dopo, ma senza la presenza dei tre consiglieri di “Per Giaveno” che, nel frattempo, avevano convocato una breve conferenza stampa nel cortile di Palazzo Asteggiano in cui, ancora una volta, si invitava Giacone a fare chiarezza su quel messaggio. “Le alternative sono tre — afferma Tizzani — O Giacone disconosce la paternità di quel messaggio e denuncia il fatto alle autorità competenti, o ammette di averlo scritto, ma spiegando di avere scherzato in un contesto privato, oppure, se è davvero a conoscenza di logiche clientelari e mafiose a Giaveno, corre a denunciare quanto è a sua conoscenza”. Conclude poi Daniela Ruffino: “C’è l’immagine di Giaveno da tutelare; se il sindaco sapeva qualcosa di questo tenore, perché è sempre stato zitto, nonostante abbia incontrato più volte gli aderenti di Libera e aderito alle loro linee guida?”. I due consiglieri di opposizione hanno comunque confermato che si rivolgeranno all’autorità giudiziaria, segnalando il messaggio; rimane ancora da stabilire se sarà scelta la forma dell’esposto o quella della denuncia-  querela.

La conferenza stampa di "Per Giaveno" nel cortile di Palazzo Asteggiano

La conferenza stampa di “Per Giaveno” nel cortile di Palazzo Asteggiano