A Giaveno: “Non solo nido”, al centro l’essere genitori Un progetto finanziato dalla Regione, tra il Comune e strutture territoriali della prima infanzia

Tavolo di Lavoro del progetto "Non solo nido" portato avanti dal Comune di Giaveno con strutture pubbliche e private legate alla prima infanzia su finanziamento della Regione PiemonteTavolo di Lavoro del progetto "Non solo nido" portato avanti dal Comune di Giaveno con strutture pubbliche e private legate alla prima infanzia su finanziamento della Regione Piemonte

GIAVENO –  Porre al centro la genitorialità: “Non solo nido” il progetto, finanziato dalla Regione Piemonte, condotto dal Comune di Giaveno con realtà territoriali pubbliche e private della prima infanzia, zero sei anni per circa mille piccoli giavenesi, e culminato con un tavolo di lavoro ieri in Sala Consigliare a Palazzo Asteggiano.

Il tavolo dei relatori per “Non solo nido” a Giaveno

Oltre ai protagonisti delle strutture, associazioni e cooperative impegnate nella progettazione, anche gli Amministratori: il Sindaco Carlo Giacone e l’Assessore alla Scuola e alle Attività educative Anna Cataldo. Dalla Regione, invece, l’Assessore al Lavoro, Istruzione e Formazione Professionale Gianna Pentenero.

Numeroso il pubblico e numeroso il tavolo dei relatori, cui è andato il ringraziamento dell’Amministrazione, e moderati dalla responsabile del progetto Erika Argirò: Luca Gerbino, Responsabile Area Servizi Scolastici, alla Persona, Sport e Cultura della Città di Giaveno; Elisabetta Davì, Servizio Socio Assistenziale per l’Unione dei Comuni Montani della Valsangone; Gianni Alberti, Esl Nuoto Torino; Andrea Andolfatto, Cooperativa Sociale Area 361; Elisa Ostorero, Cooperativa Sociale “L’Arcobaleno”; Chiara Forno, Associazione A.Ge Val Sangone; Manuela Lavaselli, Asilo Nido Comunale “Canonico Pio Rolla”; Claudia Lussiana, Nido in Famiglia “Il Nido dei Folletti”; Giulia Panetta, Baby Parking “C’era Una volta”; Alice Pallard, Nido in famiglia “Gioca Giuè” – Associazione Donne di Valle; Maura Maritano, Scuola dell’infanzia “Beata Vergine Consolata”; Antonella Marchese, Scuola dell’infanzia “G. Pacchiotti”; Cristina Borello dell’ASL TO 3.

L’intervento del Sindaco Carlo Giacone

Giacone ha voluto portare il suo saluto a questo “percorso che dà valore aggiunto alla realtà della Città di Giaveno, già costituita da degli ottimi servizi”. Il ricordo è andato anche sui fatti personali: “ho avuto la possibilità di partecipare in passato ad attività simili con i miei figli, penso anche al ruolo dello sport, ed è vero: migliorano e arricchiscono il rapportoCome più volte ricordato in passato, il Primo cittadino ha sottolineato come “i nostri figli siano gli uomini e le donne di domani”.

L’intervento dell’Assessore Anna Cataldo

Un progetto innovativo – il commento d’apertura dell’Assessore Cataldoperché sono state coinvolte in rete realtà pubbliche e private, educatori e insegnanti insieme, in una progettazione condivisa da cui sono scaturite molte ottime idee. Tale percorso ha permesso di promuovere le strutture del territorio valorizzando gli ambienti, servizi e professionalità che contribuiscono ad accrescere il benessere dei loro piccoli utenti”.

L’intervento dell’Assessore Gianna Pentenero

L’Assessore Pentenero non è mancata di evidenziare come “nonostante le poche risorse i territori hanno potuto realizzare grandi esperienze” nell’ambito della prima infanzia. “È un fattore culturale – ha aggiunto – che in Piemonte si sia abbandonata l’impostazione di assistenza, ponendosi invece degli obiettivi educativi. Occorrerebbe ora che tutto il Paese adottasse dei parametri comuni”.

Il progetto “Non solo nido” di Giaveno

Il progetto riguardava i bambini dagli zero ai sei anni d’età ed è intervenuto sulla trasmissione di due messaggi principali: la necessità di non dare più ai servizi legati a quella fascia di età un’impostazione meramente assistenziale, ma anche educativa. Il secondo punto la genitorialità, attraverso tre linee d’indirizzo: il sostegno ai nuclei famigliari che in seguito alla nascita di un bambino riscontravano difficoltà nel gestire e rapportarsi con lo stesso, cui è stato prestato un supporto psicologico, attraverso l’ascolto delle problematiche relative allo sviluppo; “In viaggio con mamma e papà”, accrescimento del rapporto genitori-figli, o mamma-figlio, per mezzo numerose attività itineranti proposte dai soggetti pubblici e privati coinvolti; “Ne parlo con”, indagine della complessità dell’essere genitori attraverso incontri formativi specifici.