Giaveno: Ruata Sangone, la messa in sicurezza della borgata si farà con i fondi ATO I lavori dovrebbero partire entro l'estate

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GIAVENO – L’Amministrazione di Giaveno, tramite il Consigliere delegato ai Lavori Pubblici Marco Carbone, ha comunicato che sta procedendo celermente dal punto di vista burocratico, per ottenere le numerose autorizzazioni necessarie, al fine di intervenire sul letto del fiume Sangone. Nello specifico si tratta della zona di borgata Ruata Sangone, dove le piogge del novembre scorso hanno danneggiato in più punti la scogliera a monte del ponte, rendendo necessario un’operazione, che vedrà impiegato per la ricostruzione della sponda del materiale litoide. Il tutto verrà finanziata con i fondi ATO.

L’impiego dei fondi ATO

In realtà, come riportato dalle carte, il letto del fiume ha problemi sin dal 2011. Nel 2012 viene richiesto un finanziamento alla Regione Piemonte, ma mi chiedo perché non ci si sia appellati ai fondi ATO. Quando ho chiesto agli uffici la risposta è stata che loro avevano sempre attinto da quei fondi solo per questioni di viabilità montana” spiega Carbone.
Si passa al 2013, continua il Consigliere: “in cui la Regione potrebbe trovare un finanziamento, ma occorre un nuovo progetto preliminare. Nel frattempo, però, un ulteriore accumulo di detriti muta la situazione del letto del fiume. Così nel novembre del 2014 si procede con la stesura di una nuova programmazione, ma dall’ente regionale non giunge nulla”.
A seguito del cambio di Amministrazione, nel 2014 è Carbone a trattare direttamente queste problematiche: “mi chiedo in quel periodo perché la Val Susa ha utilizzato nel tempo i fondi ATO anche per i fiumi. Domando all’ex Comunità montana Valle Susa e Valsangone come mai, appunto, Giaveno non vi abbia fatto ricorso. Comunque, alla fine saltano fuori i fondi ATO necessari per 2 progetti, uno su borgata Ruata Sangone e uno su borgata Dalmassi”.
A questo punto le abbondanti piogge di novembre 2016 che impongono la revisione del progetto in merito. “Si decide allora di convogliare i fondi ATO già stanziati nel 2015 per un unico progetto rivolto alla stessa zona della Ruata, ma con un progetto totalmente diverso in cui si utilizza il materiale litoide per ricostruire la scogliera”. Ma è una pratica non comune, che richiede altri passaggi burocratici l’Unione dei Comuni Montani della Val Sangone. In gennaio viene fatta domanda della variazione, il 27 dello stesso mese arriva la risposta affermativa, ma richiedente che tale variazione venisse formalizzata con un’apposita scheda tecnico-descrittiva, che quantifichi economicamente l’intervento. Il 16 febbraio viene invitata, mentre dal 24 marzo è pronto il progetto definitivo. “Al momento siamo in attesa dell’autorizzazione idraulica della Regione, mentre gli altri permessi sono in arrivo con urgenza. L’obiettivo è partire in tempi rapidi con il bando di gara, per poi cominciare i lavori entro l’estate“.
In questo modo – continua Carbonerisolveremo nel 2017 un problema del 2011, cioè 6 anni dopo“.