Giaveno: tensione ingolfa un altro Consiglio comunale Dal prossimo: presenza fissa della Forza pubblica e stringente rispetto delle norme

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GIAVENO – Nel giorno più buio dell’anno, un Consiglio comunale poco luminoso minato da un clima teso ancor prima del suo inizio. Chi fosse giunto a Palazzo Asteggiano prima dell’ora fissata avrebbe incontrato un giavenese con un cartello al collo riportante un recente articolo di giornale da lui distribuito anche come volantino. Come già altre volte in Consiglio si è invitato alla rimozione del piccolo manifesto, ma il cittadino si è rifiutato. A quel punto è stata chiamata la Polizia locale che sopraggiunta lo ha invitato a uscire dall’aula. Il gruppo, cui si è aggiunto il Consigliere di “Per Giaveno” Stefano Tizzani, ha parlottato fuori dall’aula finché il giavenese è rientrato con ancora il cartello al collo.

Altro momento di tensione al punto tre dell’Ordine del giorno, quando il Consigliere di “CambiAMO Giaveno” Alessandro Cappuccio sceglie di ritirare la sua interpellanza “sull’utilizzo da parte del Sindaco Giacone e della sua compagna della autovettura di proprietà del comunale” e “dell’utilizzo del parcheggio riservato situato nel cortile interno di Villa Favorita”, perché non c’era il proiettore in sala. Cappuccio ha lasciato intendere che la cosa non fosse un caso, essendoci sempre stato in passato. Ma da parte della maggioranza, l’apparecchio era impegnato in altra sede, dato anche l’intenso periodi di eventi.

La tensione cresce d’intensità durante il quarto punto, relativo all’interrogazione a suo tempo effettuata dal Consigliere “Per Giacone” Salvatore Martiniello, assente. Motivo di scontro la richiesta del Consigliere “Per Giacone” Marco Carbone che “dato che si parla di persone terze esterne alla politica” chiede il Consiglio comunale segreto, perché in tal modo si potrà parlare con la dovuta trasparenza anche facendomi nomi. Dalla minoranza insorge la Consigliere Daniela Ruffino che ricorda nei suoi dieci anni da Sindaco di non essersi mai avvalsa di una simile possibilità. Lo scontro dura più di mezz’ora, con voto favorevole alla chiusura, ma questa non avviene perché “Per Giaveno” ritira l’interpellanza: da discutere quando sarà presente anche Martiniello.

Paradossalmente è parlando dell’alluvione che l’atmosfera diventa incandescente: il Consiglio si inceppa nella discussione sulla richiesta d’intervento per il ponte di Ruata Sangone e sull’utilizzo dei fondi ATO nella passata e presente Amministrazione. Il precario equilibrio si infrange quando il Sindaco Carlo Giacone si appella a un articolo del Regolamento comunale in base al quale il tempo concesso alle interpellanze non deve superare l’ora. Il Segretario generale aveva interpretato l’articolo nel senso della durata complessiva del tempo relativo alle interpellanze tutte e non per ciascuna, come ha poi confermato anche il sostituto e Vice-segretario Luca Gerbino.

Con la successiva votazione che conferma tale prassi, salta il punto relativo “all’acqua potabile dopo l’alluvione”. Ciò fa levare critiche dal pubblico, che in breve tempo trasforma il già turbolento Consiglio in un marasma generale in cui volano parole grosse e gesti poco consoni all’aula. Ad uno particolarmente grave, “Per Giaveno” sceglie di abbandonare la seduta prendendo posto tra il pubblico.

Un punto basso, a detta di chi ha assistito da dentro e fuori, con la conseguenza dalla prossima seduta della presenza fissa della Forza pubblica e soprattutto del rispetto stringente della norme che regolano interventi e tempi di questi.