Giaveno: un documentario video sull’Avana Lunedì 4 luglio alle 21 in piazza Mautino la proiezione

Enrica ViolaEnrica Viola

GIAVENO – I giavenesi non dovranno attraversare l’Oceano per incontrare la realtà del barrio Pogolotti, il quartiere operario del Municipio di Marianao all’Avana. Lunedì 4 luglio alle 21 in piazza Mautino sarà proiettato alla cittadinanza il documentario Mi Pogolotti querido (Unafilm, 2011, 57 min) di Enrica Viola, disponibile dopo il film a dialogare con il pubblico. La serata è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura. Una scelta, quella di promuovere la visione del documentario, suggerita e sostenuta dal locale Circolo Giaveno – Val Sangone “Dino Pogolotti” dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba. Mi Pogolotti querido ricostruisce la storia di Dino Pogolotti e del barrio Redención, officiosamente intitolato a suo nome, partendo proprio da una Giaveno di fine Ottocento tratteggiata attraverso fotografie d’epoca e i ricordi di famiglia raccontati da Maria Luisa Pogolotti, nipote di Dino. Oltre alla Pogolotti italiana anche Graciela, altra nipote di Dino, figlia del pittore Marcelo e notevole intellettuale. Scrive ancora oggi per il Granma, l’organo del PCC, e per altri giornali come Juventud Rebelde. Anche Marcelo conosce Giaveno, infatti vi viene portato per ristabilirsi dopo essere venuto al mondo in maniera burrascosa. Tornerà ancora in Val Sangone, ospite della zia Margherita. La permanenza in Italia è l’occasione per entrare in contatto con i futuristi a Torino. Si affianca alla ricostruzione storica l’indagine sull’attualità del quartiere, incontrandone gli abitanti, come Acela Caner Román membro del Municipio di Marianao, oltre che referente del Laboratorio Integrál Bario Pogolotti. E narrandone gli usi come la Santeria, sincretismo religioso nato dall’incontro tra Cattolicesimo e religioni africane. Oltre che il senso della comunità, sentimento che si rispecchia nella conformazione architettonica del quartiere influenzato dall’idea di patria cita mutuata da Giaveno. È a fine Ottocento che Dino Pogolotti lascia la Val Sangone per attraversare l’Atlantico diretto a New York. Dopo diversi lavori saltuari che lo vedono impegnato sia come cameriere che come insegnante conosce Grace Joyce, che sposerà. In seguito diventa segretario del Console statunitense all’Avana. Sull’Isla Grande potrà acquistare i terreni della zona di Marianao grazie all’eredità paterna della moglie Grace. Vincerà poi il bando per la costruzione di un quartiere operaio proprio in quell’area, parte di un’Avana che sta attraversando un periodo di urbanizzazione. Le prime abitazioni verranno consegnate il 24 febbraio del 1911, ancora oggi giornata di festa per il barrio. “Dopo la mostra di carattere storico e biografico allestita nel mese di maggio a Villa Favorita, l’Assessorato alla Cultura è lieto di offrire un nuovo evento in cui si intrecciano la storia locale e la cultura cubana – osserva il Consigliere delegato alla Cultura Edoardo FavaronCon la proiezione del documentario diretto da Enrica Viola si vuole infatti portare avanti l’approfondimento su Dino Pogolotti anche attraverso il linguaggio cinematografico, con una serata in cui i giavenesi potranno confrontarsi direttamente con l’autrice, ospite speciale di questo imperdibile evento. Invito il pubblico a partecipare numeroso, per capire e conoscere l’importanza storica e sociale avuta da un giavenese che ha fatto la differenza di là dell’Oceano”.