Giaveno: un passaggio rialzato per l’incrocio di via Martiri?

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GIAVENO – Nel tempo numerosi cittadini hanno sottolineato la pericolosità dell’incrocio tra via Martiri della Libertà e via Selvaggio. Diversi sono gli incidenti, più o meno gravi, occorsi in quel tratto nel tempo. Spesso ci si può imbattere in qualche sinistro, per fortuna, soltanto sfiorato.

Come recentemente raccontato da queste colonne, l’Amministrazione sta investendo molto sotto il profilo sicurezza. Sono previsti interventi per limitare la pericolosità dell’incrocio di via dei Martiri? “È certamente nostra intenzione risolvere il problema – spiega il Consigliere comunale delegato ai Lavori Pubblici Marco Carbone – purtroppo da parte nostra le possibilità di intervento sono vincolate a differenti permessi dalla Città Metropolitana”. Un anno fa Carbone aveva contattato quest’ultima, che aveva inviato dei propri tecnici per un sopralluogo.

Questi avevano concordato con il progetto attualmente in studio negli uffici del Comune. È previsto un passaggio rialzato nel tratto di strada a ridosso di via Martiri. Si innalzerebbe poco prima dell’incrocio tra via Francesco Marchini e via Teresa Marchini, terminerebbe quasi a filo con via dei Martiri e coivolgere anche il tratto di strada sul ponte. “In tal modo – illustra il delegato ai LL.PP. – chi passa dovrebbe già rallentare. Il condizionale è d’obbligo dato che su via Selvaggio non è raro vedere persone che superano anche sui dossi. Aggiungo che su quella strada sono state registrate anche velocità oltre i 123 chilometri orari”.

Pertanto il piano prevede anche l’installazione più a monte rispetto al “famigerato” incrocio una cabina che andrebbe a ospitare, a turnazione, un autovelox. Un ulteriore deterrente per chi sfora i limiti.

Resta un secondo aspetto del problema: la mancanza di un passaggio sicuro. Si ipotizza di realizzarne uno prima di via dei Martiri, in modo da far attraversare la strada ed evitare ai pedoni il pericoloso passaggio dell’incrocio. “A quel punto occorrerebbe realizzare un adeguato camminamento” commenta Carbone. L’ipotesi più probabile è una pensilina con rastrelliera, in modo tale che non si d’ostacolo nel caso l’acqua dell’Ollasio crescesse.