Giaveno: utilizzare al meglio l’ecocentro per risparmiare tutti

Ecocentro di Giaveno

GIAVENO – È nel corretto incontro delle esigenze degli operatori e dei privati che lo usano, il funzionamento ideale dell’ecocentro di Giaveno. Attivo da gennaio 2009, a ogni ingresso viene richiesta la tessera del conferente e presto a tali controlli si uniranno delle nuove telecamere. Il tutto per evitare che il deposito di materiale non conforme, oppure il prelievo di quanto già depositato.

Rifiuti non conferibili nell’ecocentro di Giaveno

C’è sempre il rischio che vengano gettati rifiuti non conferibili. Questi vengono poi presi dal Cidiu, portati nel centro di smistamento, controllati e riportati indietro, insieme a una multa per il Comune. Può capitare, per esempio, con bombolette spray mal riciclate. Una sanzione che inevitabilmente va a ripercuotersi sui cittadini. “Il che è paradossale – precisa il Consigliere delegato ai Lavori Pubblici Marco Carbone se si tiene conto che il servizio di conferimento dell’ecocentro è offerto dal Comune ai privati cittadini, perché già compreso nella tassazione dei rifiuti. Non è un di più pagato a parte”.

Come funziona l’ecocentro di Giaveno

Chiaramente costi e benefici dell’ecocentro si reggono su un equilibrio, ovvero sul suo corretto funzionamento. Pertanto “va trattato come tale e non come una discarica – sono le parole di Carbone quindi ciò che entra non esce, non è un self-service dell’elettronica”. Soltanto i cittadini giavenesi, valgioiesi e coazzesi, come stabilito d possono depositarvi rifiuti. Occorre dunque un controllo scrupoloso per evitare che rifiuti di altri comuni vengano depositati in quello di Giaveno. Anche terzi possono conferire all’ecocentro, come sottolinea Carbone, a patto che si presentino con una delega e la tessera di un residente a Giaveno.

Quali materiali per l’ecocentro?

I materiali che si possono depositare sono: carta e cartone, legno verniciato e non, metalli ferrosi e non, vetro, sfalci e potature, mobili, rifiuti urbani pericolosi, accumulatori al piombo, olii minerali esausti, imballaggi in plastica.