Giovani campioni crescono a Rivalta

RIVALTA – Sono giovanissimi rivaltesi e hanno vinto la medaglia di bronzo alle finali nazionali del campionato  italiano giovanile di hockey inline. Francesco Colucci per sua stessa definizione sportivo e attivissimo, Gabriele Colucci altruista e precisino, il simpatico Elia Rovej e Ivan Limbarinu generoso per acclamazione unanime sono scesi in campo proponendosi precisi obiettivi e dopo una partita nella quale hanno concesso il meno possibile agli avversari si sono aggiudicati vittoria e terzo posto. Se all’hockey sono arrivati attraverso percorsi diversi – Gabriele convinto dal cartone animato “I due fantagenitori”, Francesco guardando il fratello e tifando, Ivan ispirato da una partita di serie A vista al Palaghiaccio ed Elia “conquistato” da una dimostrazione alla Festa dello Sport dello scorso anno – i quattro giovani sportivi hanno però in comune idee ben chiare, determinazione e grinta. Perciò, se a Gabriele non pesano gli allenamenti, le sveglie antelucane e la fatica perché sa che la bravura del singolo è frutto del lavoro di tutti, Ivan s’impegna e fatica perché adora il gol, lo “fiuta” e si illumina di gioia quando il disco entra in rete. E mentre Francesco apprezza le tante emozioni che lo sport regala, nella vittoria come nella sconfitta, ambedue affrontate con la forza data dall’amicizia che permette di dividere e condividere successi e insuccessi, Elia nutre un grande amore per i pattini e non si arrende mai cercando di dare sempre il massimo. Perciò, sembra davvero che la Società Real Torino Hockey club alla quale i giovanissimi campioni appartengono sia riuscita nel non facile intento di fondere attività agonistica e aspetto educativo attraverso una disciplina rigida ma formativa che non è mai autoritarismo ma autorevolezza. E quindi adesso  i quattro sportivi desiderano dire “grazie” alla Società per l’impegno e la passione che  ha saputo trasmettere loro, senza per questo dimenticare i genitori, diventati tassisti e tifosi appassionati, supporter dentro e fuori dal campo, sempre felici  anche nella sconfitta perché una sconfitta non è tale se si è comunque dato il meglio di sé. Un “meglio” che a quanto pare si estende anche alla vita di tutti i giorni, divisa fra scuola, studio, allenamenti, viaggi e, per Francesco e Gabriele, anche volontariato con la Famiglia Rivaltese per la quale apparecchiano, sparecchiano e puliscono tavoli in occasione di feste ed eventi, così che a tutti quattro i ragazzini, per essere modernamente annoiati, infelici e incompresi, manca proprio il tempo.