Giovedì a Oulx il Prefetto Saccone, il Conisa e i Sindaci presentano il progetto di microaccoglienza per i “profughi” Saranno in tutto non più di una sessantina, distribuiti in tutta l'Alta Valle oltre che a Bruzolo, Venaus e Bussoleno. Frutto di un accordo fra Unioni Montane, Comuni e Prefettura

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TORINO – La Prefettura di Torino, attraverso il Con.I.S.A., ha raggiunto un’intesa con tutti i Comuni della ex Comunità Montana Alta Valle Susa, compreso Pragelato e i Comuni di Bruzolo e Venaus e Bussoleno per l’estensione del “Protocollo d’intesa tra Enti locali e Prefettura di Torino per l’accoglienza diffusa in Valle di Susa di richiedenti e titolari di protezione internazionale presenti in Italia.” 

Un esperimento già avviato con successo  in quasi tutta la Bassa Valle, dove, per la verità, non sono arrivati siriani o irakeni profughi dalle zone dove si combatte contro l’Isis, ma soprattutto cittadini africani di varie nazionalità .

E’ però un fatto statistico,  quasi un richiedente asilo su tre in Europa proviene dalla Siria, ma nel caso italiano la quota più elevata di domande spetta alla Nigeria. E molte di queste  persone  si dichiarano perseguitati per motivi politici, di etnia o per orientamento  sessuale. In attesa che le Autorità  verifichino la sussistenza dei requisiti per ottenere lo status di rifugiato. Lo dicono i dati ufficiali dell’Istat che solo il 5% dei richiedenti ha poi avuto riconosciuto questo status.

Nessuno infatti mette in dubbio che i richiedenti asilo e protezione internazionale siano soggetti ai quali va riconosciuto il diritto di fuga e di protezione per persecuzioni, conflitti  e gravi violazioni dei diritti umani ai sensi dall’art. 14 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che recita “Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni”. E  solo dal mare ne sono sbarcati nel 2015 oltre  300.000, dato almeno moltiplicato per il 150% nel 2016.

Al netto di queste osservazioni, ampiamente dibattute a livello nazionale, il “modello Val Susa” ha funzionato molto bene e dalla Prefettura sono giunti solo elogi per l’accoglienza offerta dai Comuni, con l’inserimento di piccoli numeri di immigrati, ma sparsi su tutto il territorio: “Un esperienza che risulta essere positiva e costruttiva per il territorio coinvolto”.  

I Comuni coinvolti in questa seconda tornata di inserimenti programmati e mirati, hanno dellegato il coordinamento delle attività al “Consorzio Con.I.S.A. “Valle  Susa” – considerato il  riferimento sull’intero territorio della Valle per l’organizzazione e la gestione dei servizi sociali e socio sanitari e individuato  dagli stessi Comuni quale luogo di programmazione generale per le politiche sociali, “sempre coinvolto e partecipe, proprio per la sua natura, nell’affrontare i cambiamenti sociali e le criticità che nuovi fenomeni producono inevitabilmente sul territorio di sua competenza”. Quindi tutti i Comuni hanno deliberato con un provvedimento quadro di aderire al piano di accoglienza.

Considerata la disponibilità delle Unioni Montane Via Lattea Comuni Olimpici e Alta Valle Susa e dei Comuni coinvolti e i nbase alle caratteristiche dei medesimi si è giunti ad un accordo che prevede i seguenti numeri con i quali i  gli stessi si impegnano ad accogliere sul proprio territorio comunale richiedenti, asilo, rifugiati, e umanitari secondo questa ripartizione di posti:

  • fino a 13 posti complessivi : Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea (Cesana Torinese, Clavière, Pragelato, Sauze Di Cesana, Sauze D’oulx, Sestriere) E Bussoleno,
  • fino a 10 posti: Bardonecchia
  • fino a 6 posti: Oulx
  • fino a 3 posti: Bruzolo, Chiomonte, Exilles, Giaglione, Gravere, Salbertrand, Venaus;
  • Fino a 2 posti: Meana di Susa

Per cui i Comuni si impegneranno a reperire unità abitative presso strutture pubbliche, abitazioni private, strutture di enti ed associazioni del privato sociale necessarie alla copertura dei posti in funzione dei criteri di ripartizione concordati.

I “profughi” arriveranno anche a Bussoleno, la cifra ancora non è nota ma dovrebbe trattarsi di non più di 12 persone, per i quali un privato ha già dato disponibilità a mettere a disposizione una sua struttura.

A gestire e programmare l’arrivo degli extracomunitari richiedenti accoglienza, sarà il  “Tavolo di coordinamento per la micro-accoglienza in Valle di Susa” coordinato appunto dal Con.I.S.A “Valle Susa”  all’interno del quale “tutti gli Enti sottoscrittori si impegnano a partecipare attivamente con un referente per governare razionalmente il fenomeno dell’accoglienza coordinando l’azione con a tutti i livelli istituzionali preposti, al fine di garantire il rispetto degli standard di qualità previsti dalle vigenti leggi in materia di accoglienza ed un impatto sociale sostenibile per il territorio”.

Va chiarito che non è previsto nessun cofinanziamento a carico dei Comuni e che la Prefettura è estranea al rapporto contrattuale con il capofila individuato dai Comuni ed erogherà all’Ente Capofila i compensi sulla base di rendicontazione.

Sarà lo stesso Prefetto di Torino Renato Saccone, giovedì 19 gennaio in Comune a Oulx, insieme ai Sindaci della Valle e al neo direttore dol Con.I.S.A. Anna Abburrà a presentare il piano di accoglienza, in un incontro nell atarda mattinata.

A spiegare bene cosa accadrà è il Sindaco di Oulx, Paolo De Marchis:

“Vi ringrazio per la possibilità che mi date di fare chiarezza. Per prima cosa voglio tranquillizzare i cittadini del territorio, anche perché si stanno diffondendo sui social network una serie di affermazioni assolutamente false.  

Con questo Protocollo attraverso il soggetto capofila, cioè il Con.I.S.A. , verrà esteso all’intera Alta Valle, ed ad alcuni Comuni della Bassa Valle quanto già è accaduto col porgetto di microaccoglienza che ha visto capofila Avigliana. Ci siamo ispirati a questo modello ed abbiamo trovato in tal senso l’accordo di tutti insieme alla Prefettura.

Non ha alcun senso fare dell’allarmismo: parliamo di una sessantina di persone, che verranno distribuite su tutto il territorio, compresi alcuni Comuni della Bassa Valle, senza interferire minimamente con l’accoglienza turistica in piena stagione invernale. Inoltre gli inserimenti, perché questa è la filosofia del progetto – “accogliere, per integrare” –  non avverrano che fra diverse settimane. Sarà il capofila Con.I.S.A. a mettere a bando il sistema di accoglienza. Le cooperative sociali che si aggiudicheranno il bando a loro volta si dovranno preoccupare di reperire le strutture idonee.

Siamo come Sindaci tutti assolutamente convinti che questo Protocollo fra Enti, che non prevede che piccoli numeri di persone nei singoli comuni, al contrario ci garantirà che non accada anche da noi quello che è successo altrove. Vale a dire evitare le mercificazioni da parte di privati, che al solo scopo di speculare, mettono a disposizioni strutture più o meno alberghiere, magari in pessimo stato, per inserirvi in un solo piccolo Comune, numeri di migranti superiori a quelli che noi andremo a programmare su tutta l’Alta Valle. Cosa che purtroppo ci riportano le cronache e che non vogliamo assolutamente evitare.”