Gite fuori porta, Zoom e Parco Michelotti

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di LODOVICO MARCHISIO

La verità sta sempre nel giusto mezzo. Amo da sempre gli animali e li ho difesi con crociate di cui chi mi conosce è a conoscenza, ma più volte come in questo caso non concordo con gli animalisti perché il troppo stroppia. Ricordo tempo fa quando i difensori degli animali più estremisti volevano sequestrare ai questuanti i loro amici a quattro zampe. Sarebbe in questo caso stato giusto fare un distinguo da chi li usava per drogarsi con l’elemosina e li maltrattava, dal barbone che invece amava il suo animale e toglierglielo era sottrargli l’unico bene rimastogli che gli teneva compagnia. La stessa incoerenza degli animalisti si ripete a mio avviso nella lotta contro la realizzazione del bioparco sulle rive del Po. Si è infatti chiusa la procedura amministrativa che assegna l’area dell’ex Giardino Zoologico alla società ZOOM di Cumiana, vincitrice del bando lanciato dal Comune. Il progetto prevede la realizzazione nel cuore di Torino, in circa tre ettari sulla riva del Po, di una «Zoom City» con ambientazioni tematiche ed esotiche, tra cui un villaggio Inca con lama e alpaca, un villaggio Dayak con maiali vietnamiti, zebù nano, capre e galline, e una fattoria per il gioco dei bambini. Negli uffici dell’assessorato all’Ambiente si è firmata l’aggiudicazione definitiva della zona per trent’anni. Dal canto suo “Zoom” si è impegnato a riqualificare quel tratto di sponda abbandonato da decenni, a fare manutenzione del patrimonio arboreo e delle aree verdi, a garantire l’accesso libero al percorso pedonale lungo il fiume e a realizzare un’area giochi. Questa’area se andrà in porto consentirà anche più di cento nuovi posti di lavoro. Ma ben nove associazioni animaliste sono ricorse al “Tar” del Piemonte per bloccare l’importazione di animali “semidomestici”, caratteristici di zone del mondo molto distanti geograficamente dalla nostra città. A parte il fatto che questo progetto poteva diventare un punto di riferimento per gli appassionati delle specie più particolari di flora e fauna e che ora, invece è stato contestato e messo in discussione, gli animalisti a mio parere non han tenuto conto che questi animali anche se non autoctoni, provengono comunque da luoghi che li usano principalmente per la macellazione e che “Zoom” almeno salvava qualche esemplare immettendoli in spazi liberi e non in gabbie o stretti recinti. Ora sarà determinante oltre il parere dell’amministrazione comunale anche quello dei cittadini, dato che una simile iniziativa sarebbe stata molto importante per il territorio dell’intera città di Torino, educativo per le scolaresche in visita e cautelativo per gli stessi animali immessi.