Gli Alpini della Taurinense impegnati nel soccorso in montagna

( foto Bgt Taurinense)( foto Bgt Taurinense)

TORINO. Sono un buon numero gli Alpini della Taurinense impegnati quotidianamente come soccorritori sulle piste della Via Lattea e di Bardonecchia, nelle valli Susa.

GLI INTERVENTI – Tutti i reparti della Brigata concorrono alla sicurezza nei principali comprensori del Piemonte. Gli alpini della Taurinense forniscono lo stesso prezioso servizio: dai primi di dicembre, con l’apertura ufficiale degli impianti, sono stati chiamati ad intervenire ben 110 volte. Anche qui, in più di un’occasione, è stata richiesta l’eliambulanza. Dagli inizi di dicembre, sono stati circa 460 gli interventi portati a termine per soccorrere sciatori infortunati o in difficoltà. In quasi 230 occasioni è stato necessario portare a valle l’infortunato a bordo del toboga e caricarlo su un’ambulanza per gli accertamenti in ospedale e per 13 volte è stato richiesto l’elicottero di soccorso direttamente sulle piste. I militari impiegati come soccorritori piste svolgono un corso specifico di tre settimane presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta, dove vengono addestrati ad affrontare situazioni di intervento reali, comprese quelle più critiche, con l’acquisizione delle principali manovre necessarie per il primo soccorso (compreso l’uso del defibrillatore) e la movimentazione dei traumatizzati. Per poter accedere al corso vi è una selezione iniziale per testare le capacità sciistiche del candidato soccorritore.

AL SESTRIERE – Il Caporal Maggiore Capo Felice D’Amico, del 3° reggimento alpini di Pinerolo, 5 anni di esperienza come soccorritore e attualmente in servizio nell’area di Sestriere, al colle Cit Roc, ricorda il suo intervento più difficile su uno sciatore politraumatizzato, con varie fratture agli arti, al bacino e con un forte trauma cranico commotivo che gli faceva continuamente perdere coscienza. La causa era stata uno scontro a forte velocità con un altro sciatore.

 

I SOCCORSI – Statisticamente, ogni anno gli interventi aumentano. Ciò è dovuto alle moderne attrezzature sciistiche, che permettono di avere prestazioni sempre più elevate: lo sciatore ricerca la velocità senza avere la preparazione fisica e tecnica adeguata per gestirla in sicurezza. Manca in molti casi anche la conoscenza delle principali regole di comportamento sulle piste da sci. A questo si aggiungono gli sprovveduti che, senza conoscere i pericoli che la montagna nasconde, si avventurano nei fuori pista, provocando valanghe o infortuni dove è difficile intervenire con il mezzo tradizionale del soccorso, il toboga. I soccorritori concordano tutti sulle regole da seguire: indossare il casco e moderare la velocità. Le piste da sci hanno delle segnaletiche che vanno rispettate, come sulla strada. Il 1° Caporal Maggiore Matteo Zaccaria del 32° reggimento genio guastatori di Fossano, impiegato nel comprensorio di Sestriere per la prima volta, ha dovuto soccorrere un bambino con un profondo taglio alla tibia causato dallo scontro con uno snowbordista incauto. Ancora, non fermarsi in prossimità di dossi o curve e non affrontare i fuori pista se non si hanno le capacità e l’equipaggiamento adatto, in primo luogo l’ARTVA.