E dopo gli incendi in Valsusa chi pagherà il conto? Si contano i danni e le spese sostenute per le famiglie presenti delle zone più colpite

foto Giovanni Valentinofoto Giovanni Valentino

TORINO – “In queste ore ho incontrato numerosi sindaci del torinese che hanno fronteggiato o stanno ancora affrontando incendi sul loro territorio. La situazione è ancora drammatica e si contano i danni e le spese sostenute per l’accoglienza delle famiglie presenti nelle zone più colpite. Chiederò in un documento a Regione e Governo che vengano erogate risorse per le spese sostenute dai Comuni in questi giorni“. Ad affermarlo la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino.

Il fronte del fuoco non arretra in Piemonte, dove continua la massima allerta per gli incendi boschivi che bruciano le vallate di Torinese. Da giorni sono al lavoro 120 vigili del fuoco e 200 volontari Aib della Regione. Il presidente Sergio Chiamparino descrive una situazione che “resta difficile”, e la Regione si prepara a chiedere lo stato di emergenza. Per sabato è previsto un sopralluogo dello stesso Chiamparino e dell’assessore Alberto Valmaggia nelle zone più colpite.

Dallo scorso 10 ottobre, quando è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, sono stati più di 200 gli interventi nelle aree di Cumiana, Caprie, Cantalupa, Rubiana, Bussoleno, Bussoleno e Mompantero.

 

Conclude la Ruffino: “Un ringraziamento particolare va alle forze dell’ordine e della protezione civile impegnate sul campo. I Vigili del Fuoco in particolare stanno facendo un lavoro fondamentale come ho avuto modo di verificare parlando con il Prefetto. C’è sicuramente molta preoccupazione per domani, quando é previsto di novo vento forte, confido che si riesca nel più breve tempo possibile a limitare i danni attraverso l’organizzazione che la Regione Piemonte si è data e che è sempre stata all’avanguardia nell’affrontare le emergenze e calamità naturali. La morte di un giovane a Cantalupa deve farci aumentare gli sforzi per superare questo difficile momento e se fosse necessario diventa fondamentale precettare le componenti non ancora attivate, come l’esercito“.