Green e smart valley: Uncem lancia un bando per le imprese innovative La ricerca di progetti e aziende per progetti 4.0 è finanziata dalle Fondazioni CRT e Cassa Risparmio di Cuneo

Ecocapsula, il micro rifugio green di Nice ArchitectsEcocapsula, il micro rifugio green di Nice Architects

TORINO – Veicolare investimenti e sperimentazioni nelle aree montane piemontesi per superare il divario digitale creando smart e green communities: uqaesto l’obiettivo del bando di ricerca di imprese innovative aperto da Uncem Piemonte in sinergia con le Fondazioni bancarie CRT e CR Cuneo.

Il bando per le aziende si collega a quello già lanciato da Uncem Piemonte  per le tesi di laurea che mettano al centro il futuro delle aree montane con tutte le opportunità di crescita e sviluppo connesse. Non aree da contemplare o da fruire solo occasionalmente per turismo e relax, bensì aree che producono e dove reinsediarsi, dove fare impresa o sviluppare processi legati all’innovazione. Servono idee, investimenti, sperimentazioni, riduzione del divide che non è solo digitale, iniziative di aziende che possano agire nei “luoghi liberi”.

Come lo sono le aree interne del Piemonte e del Paese, hanno “fame di innovazione”, credono e si fondano sulla cooperazione delle comunità fra Unioni Montane, Comuni e tessuto sociale e imprese. “Sono luoghi della libertà e l’innovazione ha bisogno di libertà – come ha scritto  Fabrizio Barca già Ministro e autore delle linee guida per lo sviluppo delle aree interne – luoghi dove da sempre vi è meno controllo, dove sperimentare e anche uscire dalle velocità dell’economia urbanocentrica. Le aree montane sono naturali luoghi di sperimentazione”.

Il bando Uncem è rivolto alle imprese e intende  provare ad esaltare e a renderla possibile e concreta.

Chiediamo a Marco Bussone, vice presidente di Uncem Piemonte di spiegare meglio il bando.

Proviamo a tradurre in un linguaggio più semplice questa linea di sviluppo?

“L’Italia, recependo le direttive Cop21, con il collegato alla Legge Ambientale di fine 2015 si è dotato di uno strumento legislativo che va in questo senso. Ora è tempo che le comunità locali si impegnino per portarla concretamente sui territori. Abbiamo soprattutto in Alto Adige esempi molto concreti da seguire anche in Piemonte. Penso alla istituzione delle green communities e delle “oil free zone” per le valli in cui nascono e crescono nuovi modelli economici, investimenti che favoriscono le imprese verdi oltre al turismo sostenibile. Smart e Green sono due binari che si intersecano solo con un’adeguata programmazione, di territorio, che superi i confini dei singoli Comuni – come le risorse naturali e ambientali – per generare una crescita  inclusiva, prevista anche in tutti i documenti europei della programmazione UE 2014-2020. I due grandi temi della sostenibilità (energetica, ambientale, sociale) e della capacità di produrre, gestire e utilizzare informazione delle  comunità,  riassunti  sotto  il  concetto  di  “smart  communities”   costituiscono  il  cluster  tematico potenzialmente a più alto impatto di innovazione. Gli obiettivi delle smart valley e delle green communities in particolare – delle quali Uncem si sta occupando – non sono raggiungibili soltanto con interventi infrastrutturali e/o tecnologici, ma implicano il pieno coinvolgimento del “fattore umano”: è la partecipazione informata dei cittadini che permette di promuovere il cambiamento dei comportamenti, e di conseguenza l’adozione di stili di vita sostenibili. Ovunque in Europa, l’approccio “smart cities and communities”, per essere efficace e non accrescere gli squilibri dello sviluppo, deve dimostrarsi capace di estendersi anche al di fuori delle città  (smart district), adottando modelli capaci di raggiungere periferie e aree marginali.

È in questo contesto che si inseriscono i concetti innovativi di “Smart Grids”, per lo sviluppo e l’integrazione di infrastrutture di rete in grado di ottimizzare l’utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili, di abilitare servizi innovativi per il cittadino sia su scala urbana che su contesti più ampi (quali, ad esempio, aree extraurbane e rurali  di  particolare  interesse  regionale)  e  di  coniugare  tutela  dell’ambiente,  efficienza  energetica  e sostenibilità economica.”

Smart e english e poco piemontesi si direbbe! Al di là della battuta sul linguaggio questo bando a quali imprese o iniziative progettuali si rivolge?

“Come ho detto se gli Enti locali dei territori montani lavorano strettamente con le imprese e i centri di ricerca con le imprese, possono ridurre concretamente il divario tra aree urbane e interne. Siamo consapevoli  da tempo della necessità di trasformazione, di rinnovare il tessuto produttivo nelle Terre Alte. Ai pilastri tradizionali quali agricoltura e turismo, si uniscono le opportunità della green economy e dell’innovazione. La ricerca di imprese che vogliano portare nuovi servizi e opportunità nei Comuni montani va in questa direzione. Ridurre il deficit strutturale attuale e spingere i territori e gli Enti a incontrare la ricerca applicata, nuovi processi e nuovi strumenti.

Nuove idee che trasformano le aree montane, puntando su comunità smart e green.  Evitando che politica e istituzioni, regionali e nazionali, si concentrino solo sulle città smart, veicolando su queste fondi europei e nazionali e aumentando anziché ridurre il divario.

L’industria cosiddetta 4.0, può riportare sui territori risorse e processi della quarta rivoluzione industriale. Restituendo dignità, posti di lavoro e ricchezza espropriati dalle aree montane con la seconda e la terza rivoluzione industriale. Quelle dello spopolamento, e dell’abbandono. Di uomini, processi e idee. Come Uncem sosteniamo così la necessità di start up, di nuove tecnologie, di strumenti che riducano distanze fisiche e migliorino la vivibilità dei territori, compatibili con territorio, ambiente, paesaggio.

Progetti condivisi da Amministrazioni pubbliche e comunità. Il bando lanciato da Uncem si rivolge a imprese della bioedilizia, della robotica, dell’Ict e delle telecomunicazioni, della green economy, del riuso e dell’economia circolare. Oltre alle aziende che già lavorano e studiano nuove modalità di erogazione dei tradizionali servizi alla persona e alle comunità: trasporti, scuola, sanità, assi della Strategia nazionale Aree interne. E ancoraco-working e fablab, spazi per i makers, smart grid e digitalizzazioneAttirando nuove imprese possono generare opportunità di sviluppo socio-economico. Strade sulle quali la montagna non può arrivare in ritardo. A partire da mobilità elettrica e sistemi informativi integrati per gli enti locali montani. Noi lo diciamo da anni che il ruolo dei Sindaci e delle Unioni è quello di essere i motori dello sviluppo.”

Fammi un esempio di impresa/idea che potrebbe essere sostenuta dal bando

“Ad esempio un’ impresa del  settore    della    mobilità      elettrica    sostenibile    capace    di    avviare    una  sperimentazione con auto elettriche e punti di ricarica in un piccolo Comune montano o in una Union montana di Comuni. Oppure del settore della green economy capace di assistere gli Enti pubblici e i privati per interventi di risparmio energetico degli edifici , anche come Energy Service Compnay, le cosiddette Esco o ancora una azienda di videosorveglianza che voglia sperimentare nuovi modelli di controllo e analisi del territorio, individuando comuni-pilota.”

Per le ulteriori informazioni è possibile scaricare il Bando dal sito dell’Uncem Piemonte e/ richiedere informazioni alla Segreteria della Delegazione piemontese dell’Uncem.

Uncem Delegazione Piemontese Via G. Ferrari 1 –  Torino /  Tel. 011.8613713 / [email protected]