A Grugliasco tornano i piccoli ebrei sopravvissuti alla Shoah Il 6 aprile quattro delle centinaia di bambini salvati torneranno in città

Bambini ebrei salvati dalla Croce RossaBambini ebrei salvati dalla Croce Rossa

GRUGLIASCO – Grugliasco, estate del 1945. La popolazione cerca faticosamente di riprendersi dalla guerra e dalla lunga scia di lutti che essa aveva portato con sé. Quasi al confine nord del territorio comunale, in via Sabaudia, sorge il grande complesso della sezione femminile degli Ospedali Psichiatrici provinciali. I padiglioni, il grande giardino recintato sono deserti: già da qualche anno le pazienti erano state evacuate altrove a causa dei bombardamenti, che di fatto avevano danneggiato alcuni edifici. Il Comando Alleato requisisce l’ospedale e nel settembre 1945 lo assegna alla Croce Rossa britannica: è urgente, difatti, in tutto il territorio italiano individuare strutture idonee a ospitare campi di transito e smistamento per le centinaia di migliaia di profughi provenienti in maggioranza dall’Europa centrale e orientale, parte dei quali era rappresentata da ebrei sopravvissuti alla Shoah.

Un campo profughi

Nasce così a Grugliasco un Campo per profughi, destinato ad assisterli nel periodo, più o meno lungo, di attesa di poter partire per nuove destinazioni in cui rifarsi una vita. La Croce Rossa organizza e gestisce il Campo sino al 5 luglio 1946, data in cui la struttura viene presa in carico dall’U.N.R.R.A. (United Nation Relief and Rehabilitation Administration), organismo fondato nel 1943 per l’aiuto ai profughi della seconda guerra mondiale ma che supportò anche le popolazioni locali nei primi, difficilissimi anni post bellici. Tra la fine del 1946 e il 1949 il DP Camp n. 17 di Grugliasco avrebbe ospitato sino a più di 2.000 profughi, quasi tutti ebrei, costituendo la più grande struttura di assistenza dell’U.N.R.R.A. (che nel 1947 avrebbe passato le consegne all’I.R.O., International Refugee Organization) nell’Italia del nord.

L’amministrazione oggi

L’Amministrazione comunale ha voluto riprendere questa storia, ricordare il percorso di “rinascita” che i sopravvissuti poterono compiere in questo Campo, pur tra mille difficoltà, organizzando per il 6 aprile una giornata di incontro con quattro delle centinaia di bambini che qui nacquero, accompagnati da mogli, mariti e figli. In tutto 9 persone. L’evento è organizzato in collaborazione di Società Le Serre, l’Istituto per i Beni Marionettistici, la Cojtà Grugliascheisa e Sezione Aurea. Nella stessa occasione verrà inaugurata una mostra che, con documenti e fotografie, intende illustrare alcuni aspetti particolarmente significativi – nel bene e nel male – della vita del Campo così come vengono descritti nelle relazioni dei suoi amministratori, funzionari dell’U.N.R.R.A. e poi dell’I.R.O. inglesi e americani. I documenti selezionati provengono dal fondo dell’U.N.R.R.A. conservato negli archivi dell’ONU a New York; le fotografie in buona parte sono state cortesemente offerte dai protagonisti stessi di questa storia: i figli dei profughi ebrei, i bambini nati nel Campo o lì accolti ancora molto piccoli.