A Grugliasco gli studenti dell’ITI Majorana sono diventati tutor informatici

A Grugliasco gli studenti sono diventati tutor informaticiA Grugliasco gli studenti sono diventati tutor informatici

GRUGLIASCO – Sono saliti in cattedra gli studenti  del terzo anno del corso di Informatica dell’ITI Majorana per svelare ai giovani allievi di scuole primarie di Grugliasco, Collegno e Torino  le tecniche che sono alla base del coding, la  programmazione informatica.

Percorsi di alternanza scuola-lavoro più ampi

Sempre al passo con i tempi, l’ITI Majorana ha infatti ampliato i percorsi di alternanza scuola-lavoro coinvolgendo scuole primarie non solo del territorio in un intervento di didattica laboratoriale per creare animazioni, semplici giochi, storie con dialoghi e suoni e altro ancora grazie all’applicazione Scratch.

L’applicazione Scratch.

Sviluppata dal gruppo  di ricerca Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab di Boston, l’applicazione offre  un linguaggio di programmazione rigoroso  ma semplice, tale da poter essere usato anche dai bambini per sviluppare il pensiero creativo e la capacità di problemsolving da applicare  pure nelle altre discipline.

Dai banchi alla cattedra

Dopo essere stati preparati dai loro docenti per diventare insegnanti e tutor informatici, sono stati 120 gli studenti suddivisi i 12 gruppi di lavoro a svolgere per due settimane il laboratorio di coding  negli Istituti Ciari, Di Nanni, Marillac e Salvo D’Acquisto di Grugliasco, alla Scuola Boselli di Collegno e alle scuole Baricco, Duca D’Aosta, Gobetti, King, F. Mazzarello, Ottino, Salgari e Sinigaglia di Torino.

Un grande successo

Al termine delle due settimane, il “giudizio” sul laboratorio è stato decisamente positivo, non solo perché i piccoli fruitori e i loro insegnanti hanno apprezzato la competenza e l’insospettata pazienza dei giovani tutor, ma anche perché gli studenti del Majorana hanno svolto l’esperienza con entusiasmo e impegno, non solo come obbligo da portare a termine. Capaci di adattare  le spiegazioni ai bambini loro assegnati rendendo facili da comprendere concetti che in realtà non lo sono, i giovani insegnanti hanno saputo trarre il massimo risultato dal confronto con gli allievi.

Affetto e saluti

In un  rapporto di uno a uno oppure di uno a due, i ragazzi del Majoranan  hanno riposto alle domande dei piccoli con competenza e rispetto, e ne hanno stimolato  la creatività, in modo che ognuno di essi potesse sviluppare il “proprio” gioco e uscire dal laboratorio soddisfatto dei risultati raggiunti. In questo modo  al termine di ogni laboratorio si è instaurato un rapporto tale di affetto tra il tutor e i piccoli alunni che  il saluto finale è stato sempre un “Arrivederci, tornate presto”.