Gualtiero Brasso sulla Coppa del Mondo: “Ci siamo ripresi il posto che è nelle nostre possibilità”

Gualtiero BrassoGualtiero Brasso

SESTRIERE – Si può dire che grazie alla Coppa del Mondo femminile Sestriere, la Vialattea, sia ritornata alla ribalta internazionale, sulle prime pagine sportive, e non, di tutti i giornali e gli organi di stampa mondiali. Il colpo d’occhio al Colle per due giorni era davvero impressionante con migliaia e migliaia di sportivi, turisti e semplici appassionati della montagna ad animare piste, parterre e gli spazi d’intrattenimento presenti in paese. Come si è arrivati a tanto? Quant’è costato in energie, investimenti e organizzazione la due giorni mondiale? A queste domande può rispondere Gualtiero Brasso, presidente del comitato organizzatore.

Sestriere si è dimostrata all’altezza nell’organizzare un evento mondiale, è nel suo DNA, quali sono state le maggiori responsabilità?

“Certamente nella buona riuscita della manifestazione c’è anche una componente legata al tempo ed alla neve. Il buon fondo, il freddo che ha permesso l’innevamento, e il sole per due giorni sono state le condizioni favorevoli affinchè tutto il lavoro di preparazione potesse evere il giusto ambiente. La responsabilità era grande, verso il mondo sportivo, verso i nostri clienti, verso quanti hanno creduto nella nostra società anche quando la neve non è stata dalla nostra parte. Diciamo che ci siamo ripresi la Coppa dopo averla persa per nebbia l’ultima volta”.

Ci descriva il lavoro che c’è dietro una due giorni di gare.

“Tantissimo lavoro di vari soggetti in vari tavoli di lavoro. Uno spirito dinamico e positivo che abbiamo trasmesso e abbiamo ricevuto da tutti. Penso a tante competenze, professionalità e una generosità enorme sopratutto nelle situazioni difficili”.

Quante persone sono state impegnate?

“Sono numeri che solo a pensarli ci fanno ancora oggi riflettere sulla grandezza dell’impresa e alla sua naturale evoluzione che potrà ripetersi. Quattrocento persone nel complesso solo duecento per il comparto gare e piste. Devo ringraziare quanti hanno collaborato, tantissimi, dal mondo politico, amministrativo, delle categorie commerciali e alberghiere, le associazioni, le Forze dell’Ordine, l’Esercito e i tanti volontari che amano queste montagne e si sono prodigate. Sono orgoglioso di aver avuto il ruolo di coordinatore di persone così eccellenti”.

Adesso che il Colle ha riassaporato l’aria “mondiale” cosa ci sarà in futuro?

“Non nascondo certo le ambizioni per il futuro, ci siamo ripresi il posto che è nelle nostre possibilità. Dopo giorni riceviamo telefonate e messaggi da tutto il mondo di complimenti. A decidere quando ritornerà la Coppa al Colle è un insieme di soggetti che ci hanno riconosciuto come valore”.