La Guardia di Finanza arresta un corriere nigeriano della cocaina al Frejus. Nello stomaco aveva 114 ovuli di coca purissima Insospettiti dal suo stato alterato i Finanzieri gli hanno probabilmente salvato la vita

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BARDONECCHIA – Un normale controllo alla frontiera  autostradale del Frejus ha permesso ai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Susa di eseguire l’arresto di un corriere della droga nigeriano con il sequestro di un kilogrammo e mezzo di cocaina purissima, e probabilmente anche di salvargli la vita.

Il “mulo” – un venticinquenne con passaporto della Nigeria – viaggiava a bordo di uno degli autobus che effettuano quotidianamente la tratta autostradale veloce Lyon-Chambery-Torino, fermato dalle Fiamme Gialle di Susa nel corso di uno dei tanti controlli intensificati che sono disposti attualmente ai valichi di frontiera.

 Il giovane, di statura minuta, ha insospettito i militari, per il suo atteggiamento: tic nervosi, sudorazione abbondante associata a  midriasi, ovvero pupille dilatate ed occhi arrossati. Un quadro generale di alterazione psicotica. Al primo controllo ed ispezione personale dell’africano  sembrava tutto in ordine, ma l’atteggiamento particolarmente nervoso del giovane ha indotto I Finanzieri ad approfondire il controllo, e come si fa in questi casi,  accompagnandolo presso una struttura ospedaliera per una indagine radiologica.

La droga nello stomaco: 114 ovuli di coca

Alle Molinette di Torino, una semplice radiografia è stata sufficiente per confermare i sospetti dei Finanzieri:  i sanitari  hanno riscontrato la presenza nello stomaco di un ammasso di ovuliè stata riscontrata la presenza nello stomaco di ben 114 ovuli, grandi come il pollice di una mano, poi risultati pieni di cocaina purissima.

La droga è stata evacuata, e prestategli le cure necessarie, il nigeriano è poi è stato tratto in arresto e trasferito presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” delle Vallette di Torino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha già validato l’arresto. Il fatto è accaduto a inizio settimana , ma reso  noto solo oggi, per motivi investigativi.

In gergo tecnico questi corrieri della droga, vengono chiamati  “ovulatori” , un fenomeno noto e perseguito da anni, e che a parte il fiuto dei cani, per essere scoperto è affidato all’intuito degli operatori di polizia.  Il  fenomeno è noto e diffuso da anni. I trafficanti  pagano circa 1.000 – 1.500 euro a viaggio chi si presta a a ingerire, preferibilmente a pancia piena, una serie di  ovuli di plastica e cera, ricoperti da un nastro speciale, su cui poi venivano generalmente messi un altro strato di plastica e uno strato di lattice.

 Una volta superati i controlli i corrieri, con l’aiuto di lassativi, provvedono al “recupero” della merce e alla sua consegna. In questo modo grosse quantità di droga possono viaggiare liberamente,. Una  pratica molto rischiosa: basta la rottura di un ovulo o la digestione del suo involucro se non confezionato in modo corretto, per causare la morte immediata del corriere. Proprio un nigeriano è morto per overdose nei giorni scorsi a Perugia, una delle capitali italiane della droga, per il mercato dato dai tanti studenti “Erasmus” che frequentano la città universitaria, a causa della esplosione di uno degli ovuli che aveva in pancia.

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