Giro di vite della Guardia di Finanza di Susa sulle slot-machine irregolari Sei sequestri di macchinette mangiasoldi alla Chiusa, Rosta e Buttigliera Alta

Guardia di Finanza sequestro slot machine (archivio GdF)Guardia di Finanza sequestro slot machine (archivio GdF)

SUSA – I Finanzieri della Compagnia di Susa, agli ordini del Capitano Mattia Altieri, hanno intensificato i controlli negli esercizi commerciali della Bassa Valsusa per contrastare  il diffuso fenomeno della presenza  di slot-machine alterate e/o irregolari.

Le Fiamme Gialle, che hanno operati i controlli  hanno sequestrato 6 video slot all’interno di bar, ristoranti e sale scommesse tra Chiusa San Michele, Buttigliera e Rosta. Con le macchinette è stato sequestrato il relativo incasso, quantificato in oltre 3.000 euro. Nei confronti dei titolari sono state comminate sanzioni amministrative pecuniarie per oltre 48.000 euro.

Tutti gli apparecchi sequestrati presentavano caratteristiche non conformi a quanto previsto dalla normativa in materia di pubblica sicurezza e, quindi, non garantivano la regolarità delle giocate a tutela dell’Erario e del giocatore.

Da un lato infatti il fisco da questi giochi incassa milioni di euro di tasse, dall’altro ormai la dipendenza dai cosiddetti videopoker è diventata una piaga sociale da contrastare con diverse azioni che vanno dalla assitenza psicologica a forme di disincetivazione all’installazione,, non ché con limitazioni orario da parte dei Comuni per la messa in funzione delle macchinette. E a buttare soldi in questi marchingengni sono sempre le classi sociali meno abbienti e meno strutturata culturalmente. La maggioranza delle “vittime” di quest e forme di dipendenza sono spesso pensionati o disoccupati.

“La norma a riguardo è molto rigorosa – spiegano dalla Guardia di Finanza infatti per evitare indebite modifiche, prevede severe misure di sicurezza al fine di non permettere il libero accesso alle schede nelle quali è installato il software che regola le comunicazioni telematiche all’erario e sulla base delle quali vengono calcolate le imposte dovute e gli algoritmi che determinano le percentuali di vincite e di perdita, in modo da garantire al giocatore una possibilità di successo.

La tutela delle risorse dello Stato e la sicurezza dei consumatori sono compiti prioritari per il nostro personale. Va ricordato  che il gioco illegale, privo delle garanzie previste dalla legge, oltre a sottrarre risorse allo Stato, si può tradurre di fatto in una vera e propria truffa ai danni dei giocatori, poiché riduce all’inverosimile la possibilità di vincita”.