I cani abbandonati salgono sull'”Arca di Piera” La Onlus opera a Rivalta

cani-randagi

di UMBERTO FONTANA e FRABCESCA PITZALIS

RIVALTA- L’arca di Piera è un organizzazione ONLUS nata negli anni ’70 grazie a Piera Ghirardi e alla su passione per gli animali. Tutto si generò da 6 cani coi quali lei viveva: infatti per carenza di spazio e lamentele di vicini fu costretta a trovargli un posto in cui vivere. Offertole un terreno in Rivalta, lo utillizzò, costruendoci dei recinti, per tenere i suoi amati animali. Parte della sua vita si era trasferita a Rivalta, e il resto rimase a Torino, dove viveva con un marito e unire le due parti risultò complesso, e peggiorò ulteriormente nel momento in cui il suo rifugio venne scambiato per un canile. Le volte in cui andava a trovare i propri amici a quattro zampe, si ritrovava con un nuovo ospite davanti al cancello, che trovava una sistemazione nella ancor giovane Arca. Il suo amore per gli animali la portò alla ricerca di cani randagi, a quell’epoca diffusi in Italia, ospitarli nel suo rifugio. I cani crebbero in modo esponenziale, portandola a lasciare la sua vita di Torino per trasferirsi definitivamente a Rivalta, dando così inizio al vero e proprio canile. La sua vita era dedita al solo scopo di dare rifugio agli animali abbandonati, trascurando se stessa. Il numero di trovatelli (tra cani e gatti) arriò sino a 800, e questo anche perchè le adozioni erano molto ristrette: non avendo possibilità di controllo sulle famiglie adottatrici, Piera seguiva il proprio istinto che la portava, molte volte, a negare l’adozione. La situazione migliorò nel momento in cui vi fu un sostegno da parte di volontari, che la aiutarono nella propria opera. Attualmente ci sono 130 associati, di cui circa 40 adoperanti sul campo. Oggi può vantare di una cucina, un bagno, lo spogliatoio, l’infermeria, il magazzino, oltre a un piccolo monolocale per Piera, e questo sopratutto grazie al grandissimo aiuto e sostegno economica dell’ A.A.A.A. (Associazione Amici Animali Abbandonati). Oggi il rifugio conta un centinaio di cani reduci da abbandoni, costretti o voluti, come nel caso di uno, strappatto ad una famiglia di nomadi dalle forze dell’ordine, o come un ex cane di fabbrica abbandonato dai suoi padroni a causa della propria vecchiaia. (Levriero) Ex cane domestico che arrivato in (cuccioloso) “Pensavo fosse più piccolo” canile, da cane vivace è diventato introverso e parole dei padroni che lo hanno abbandonato poco socievole al canile.

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(3336159237)