I Giovani Democratici rivolesi dicono SI !!!

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RIVOLI – Il gruppo dei Giovani del Partito Democratico di Rivoli sta intensificando l’attività in vista del Referendum. Dicono: “Dopo decenni di sforzi vani, il Parlamento della XVII legislatura è riuscito a varare una riforma costituzionale che affronta efficacemente alcune fra le maggiori questioni istituzionali del nostro Paese. Il testo modifica molti articoli della Costituzione, ma non ne stravolge la base, ossia la garanzia dei diritti del cittadino, poiché va a modificare solamente la seconda parte della Carta costituzionale e non anche la prima riguardante i principi fondamentali“. In questi giorni l’Italia sta riflettendo sulle più accorte proposte di riforma in discussione da decenni e, nel caso del Senato, col modello originario dei Costituenti poi abbandonato a favore del bicameralismo paritario impostosi per ragioni prudenziali dopo lo scoppio della Guerra fredda e dopo il ventennio di dittatura fascista. Il testo, con le modifiche che il Parlamento ha voluto, s’ispira direttamente alle proposte della Commissione per le riforme costituzionali istituita dal Governo Letta nel 2013, che rispecchiavano l’opinione largamente maggioritaria fra gli studiosi di ogni orientamento che presero parte a quella Commissione. Il procedimento di revisione costituzionale è previsto dalla stessa Costituzione. Non esiste alcun problema costituzionale nel fatto che il testo sia stato presentato dal Presidente del Consiglio e dal Ministro per le riforme istituzionali, né vi sono dubbi sulla legittimità di questo Parlamento: la sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale ha stabilito che i suoi effetti sulla legge elettorale si applicano per il futuro e non per i periodi precedenti. È sicuramente un progetto di riforma non completamente esaustivo, ma contenente gran parte di ciò che è utile a rendere la nostra Nazione competitiva ed efficiente. Il giovani PD fanno degli esempi sulla loro tesi: “Eccone alcuni. Se vince il SI, le leggi verranno approvate in 40 giorni. Se vince il no, le leggi rimarranno approvate in tempi imprecisati, anche in 1000 giorni di “ping pong” tra Camera e Senato. Se vince il SI; verranno tagliati gli stipendi ai consiglieri regionali: non potranno superare quello del sindaco del capoluogo di regione. Se vince il no, tutto rimane così com’è. Se vince il SI, verrà ridotto il numero di parlamentari: il Senato, infatti, passerà da 315 membri a solamente 100 e questi 100 saranno scelti tra sindaci e consiglieri regionali, i quali non percepiranno nessun compenso come senatori. Se vince il no, tutto rimane così com’è. Se vince il SI, le regioni inefficienti avranno meno poteri. Se vince il no, tutto rimane così com’è. Se vince il SI, i cittadini diventano protagonisti: il quorum per i referendum diventa più basso e le leggi di iniziativa popolare dovranno necessariamente essere discusse in Parlamento. Se vince il SI non ci sarà il rischio di deriva autoritaria nelle mani dell’esecutivo a scapito del Parlamento: il testo della riforma non modifica gli articoli che riguardano le funzioni del Governo e del Presidente del Consiglio. Se vince il SI verrà abolito il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro (CNEL), ente inutile, costato allo Stato diversi milioni di euro dalla sua nascita ad oggi. Se vince il no, tutto rimane così com’è. Il testo non è, né potrebbe essere, privo di difetti e discrasie. Ma dobbiamo tutti essere consapevoli che, in Italia come in ogni altro ordinamento democratico, le riforme le fanno necessariamente i rappresentanti del popolo nelle assemblee politiche, non comitati di esperti: e nelle assemblee la ricerca del consenso impone mediazioni, impedisce astratte coerenze, mette talvolta in secondo piano dettagli in nome del prevalente interesse a un esito finale generale utile alla comunità. Noi Giovani Democratici siamo affezionati alla Carta del 1948 riconoscendoci nella totalità dei principi fondamentali che essa enuncia nella sua prima parte, e vogliamo esprimere la convinzione che – intervenendo solo sulla parte organizzativa della Costituzione e rispettando ogni virgola della prima – la riforma potrà perseguire meglio quei principi che sono oramai patrimonio comune di tutti gli italiani. Lungi dallo stravolgere la Costituzione, si tratta solo di attuarla meglio, raccogliendo le sfide di una competizione europea e globale che richiede istituzioni più efficaci, più efficienti, più semplici, più stabili. Noi voteremo SI, certi che questa scelta sia segno di coraggio, di voglia di cambiare e far ripartire l’Italia con una marcia in più!”.