I Granatieri presenti nella memoria Una giornata di festa per il connubio militare

Omaggio in Borgata ArgiasseraOmaggio in Borgata Argiassera

BUSSOLENO. Insieme per onorare i caduti e i reduci e per riflettere sui tragici eventi in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943, quando le divisioni “Acqui”, a Cefalonia e Corfù, e “Granatieri di Sardegna” a Roma, scelsero di tenere alta la bandiera dell’onore mentre tutto intorno a loro crollava. Questa in sintesi la cronaca della giornata di domenica 11 ottobre 2015, a Bussoleno nelle località  Foresto e Argiassera ed a Chianocco. La manifestazione  ha visto la partecipazione dei gonfaloni comunali con il sindaco Anna Maria Allasio di Bussoleno e il vicesindaco Mauro Russo di Chianocco; vessilli e labari dell’Anpi sezioni Foresto-Bussoleno-Chianocco con il presidente Giulia Casel e Massimo Bachetti, Condove-Caprie; degli ex deportati civili con Ottavio Allasio, dell’Ana gruppo Chianocco, dell’Anps, dell’Associazione Divisione Acqui con il presidente Mario Gelera, le colonnelle dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna di Torino,  Valle di Susa e Pinerolo rispettivamente con i loro rappresentanti Valter Costamagna ed Enrico Tenivella, Giancarlo Sibille,  Claudio Gariglio. Presenti la Società filarmonica di Bussoleno, diretta da Fabienne Liuzzo e il gruppo storico valsusino “Granatieri 1861-1918” guidato da Marcello Oliveri. La cerimonia è iniziata con l’omaggio floreale a Foresto, nel piccolo cimitero ove è stato eretto un sacello in ricordo del granatiere Eldo Parile, il primo caduto valsusino per la liberazione dell’Italia. Di lui, valoroso sconosciuto ai più, è stata letta dal sindaco Allasio, la  memoria realizzata da Claudio Feletti e Mario Solara nella pubblicazione ”C’era una volta…Foresto”. In suffragio di Eldo, rimasto sepolto a Roma, città che ha difeso fino al sacrificio della propria vita, don Luigi Crepaldi ha celebrato il rito della benedizione. Di forte connotazione l’intervento di Costamagna, nella lettura dell’elenco dei granatieri di Sardegna che si immolarono per la difesa della capitale, scandita dalle vibrate note del Silenzio intonate dal trombettiere Gabriele Bianco Dolino. dice il presidente Giancarlo Sibille: “Una mattinata per rendere omaggio ai nostri caduti con i familiari dei caduti e dei reduci. Un presenza importante nella storia della nostra valle e del nostro Paese”.