I Notav davanti al GIP per gli interrogatori di garanzia sull’attacco al cantiere di Chiomonte del giugno 2015 La Dosio non si presenta e accusa i Magistrati di violare i suoi diritti

Nicoletta DosioNicoletta Dosio

 TORINO – Giornata di udienza ieri  davanti al GIP ieri in Tribunale a Torino, per gli attivisti  Notav oggetto degli ultimi 23 provvedimenti restrittivi e ed arresti da parte della Procura Torinese, per i fatti del giugno 2015 al Cantiere della Maddalena di Chiomonte della Nuova Linea Torino-Lione.

Due di loro non si sono presentati in udienza nonostante fossero convocati  convocati per l’interrogatorio di garanzia. Fra i due Nicoletta Dosio, la “pasionaria rossa”, da sempre in prima linea, attivista storica del “Movimento”, che invece a Bussoleno, presente a un incontro pubblico, indetto dai Notav, oltre al “presidio” in Tribunale (dal quale alcuni esponenti dei centri sociali sono stati allontanati dopo aver cercato di raggiungere l’aula con striscioni e bandiere). La Dosio ha parlato di “ribellione giusta e doverosa quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino. Il Movimento Notav lotta ormai da quasi trent’anni non solo contro un’opera inutile, costosissima, devastante per la salute di chi la fa e di chi la subisce, ma contro un modello di vita e di sviluppo fondato sulla guerra all’uomo e alla natura, un potere che usa la legge e si serve del bastone e sugli altri ha potere di padrone. Trent’anni di lotta – ha detto – meriterebbero una medaglia, non la serie di imposizioni e restrizioni inflitte ai nostri giovani dalla magistratura.”

La Dosio peraltro continua nel suo rifiuto di presentarsi in Caserma a Susa per ottemperare all’obbligo di firma, il che comporta automaticamente nuovi provvedimenti giudiziari nei suoi confronti.