I Sindaci dell’ex Provincia sfiduciano la Appendino sul bilancio Il voto dell'Assemblea non dà il parere favorevole al documento finanziario di previsione della Città Metropolitana

palazzo provincia 2

TORINO – Dopo la vicenda SMAT per il Comune la Sindaca metropolitana Chiara Appendino ha ricevuto  un secondo “schiaffo” dai sindaci di quella che fu la Provincia di Torino. Oggi infatti era convocata la Conferenza Metropolitana dei 315 sindaci del territorio nell’auditorium della sede di corso Inghilterra. All’ordine del giorno, l’espressione del parere dei Sindaci sul Bilancio di previsione per il 2016 (sic!) e sul Documento unico di programmazione per il 2017-2018. Era la seconda seduta della Conferenza metropolitana nel corso del 2016, la prima dall’insediamento della Sindaca di Torino alla fu presidenza dell’Ente sovra comunale, posto che le spetta per Statuto.

Ricordiamo che sono invece componenti della Conferenza metropolitana i Sindaci dei 315 Comuni della Città Metropolitana, che in caso di assenza o impedimento, possono delegare in loro vece esclusivamente dal loro vicesindaco. Hanno partecipato al voto solo in 148, poco meno della metà, ma sono stati soltanto 79 i sì – rispetto ai 106 necessari per l’approvazione – 67 gli astenuti e 2 i contrari. La votazione di fatto quindi ha negato la fiducia sul documento finanziario da parte dei primi cittadini del territorio, anche se tecnicamente è un parere con quorum deliberativi previsto dalla legge 56/2014, la cosiddertta Del Rio. La conseguenza, nei fatti è che la decisione della Conferenza Metropolitanaora può essere bypassato dal Consiglio Metropolitano, che può non tenerne conto e procedere ugualmente all’approvazione definitiva del bilancio. Cosa però complicata dal fatto ch erla Appendino in quella sede non ha la maggioranza, anche se probabilmente sui consiglieri quelli PD (8) e/o quelli di centro destra (3) si asterrano per non lasciare l’Ente senza bilancio e i dipendenti a rischio di rimanere senza stipendio.

L’ex Vice Presidente Alberto Avetta, sindaco di Cossano Canavese, PD, ha stigmatizzato politicamente la situazione in cui è finita la Appendino: “Ora le strategie metropolitane devono essere riempite di contenuti. Chiara Appendino e il Movimento 5 Stelle hanno avuto la chiara dimostrazione che governano la città metropolitana senza maggioranza e hanno ricevuto un nuovo messaggio politico molto forte”.
Idem sentire da parte della minoranza di centro destra: “Non firmiamo nessuna cambiale in bianco. La Appendino adesso rifletta”.

Un bel pastrocchio determinato dal combinato disposto di uno Statuto che assegna il ruolo di guida dell’Ente al Sindaco di Torino, ma che il voto di secondo livello ha lasciato con un numero di consiglieri del M5S inferiori alla maggioranza necessaria a guidare la ex Provincia. Il più classico caso di “Lame Duck”. cioè di “anatra zoppa”.