Il Bar da Claudio di Condove, ricordi

condove-bar-claudio

CONDOVE – Ci sono attività commerciali che non sono solo la vendita, il guadagno, il risultato economico fine a se stesso. Ci sono negozi che rappresentano chi li gestisce, chi li frequenta. Insomma hanno un’anima, i ricordi che si trascinano nel tempo e le generazioni di clienti che li hanno scelti per le loro spese. I sentimenti e i pensieri, sopratutto nei paesi piccoli, e Condove lo è, sono attaccati anche ai negozi. Se scrivessi il Bar dei Giardini qualcuno lo ricorda? Con il bar da Claudio so che è più semplice. Parlo del bar in piazza gestito dalla famiglia Bonaudo per più di quarant’anni. Prima fu Michelino, poi il figlio Claudio e poi i nipoti. Insieme a loro mogli, fidanzate, nipoti, tante dipendenti; insomma una grande famiglia. La serranda si alzava tutte le mattina alle 6 e trenta, dentro le vetrinette c’erano già le brioches calde: ecco le colazioni. Si arrivava all’aperitivo e al panino, poi le merende, aperitivo prima di cena e la sera fino tardi quando la saracinesca andava giù. In giornata c’era un passaggio senza età e tempo, altri ritmi, meno frenesia e più dialogo. Una sigaretta, marca Muratti, faceva compagnia a Claudio appoggiata nel posacenere. Le carte non mancavano mai, viene ancora oggi ricordato il lunedì della Pinacola, c’era la TV e le partite del Toro. In fondo si trovava la cabina del telefono, erano i tempi dei gettoni color rame, e sui tavoli il giornale. Dal retro arrivava il gelato artigianale che tutti apprezzavano. Un altra Condove? Forse. Rimane il ricordo di un paese che non dimentica anche la sua storia quotidiana. Persone che sono passate dalle braghe corte a portare i figli a far la merenda, tempi nei quali si usciva da casa tranquillamente a far due parole al bar, a prendere un semplice caffè. Da Claudio ovviamente.