Il Centro-destra adesso dove va? Intervista a Osvaldo Napoli

osvaldo napoli

GIAVENO – Consigliere comunale, assessore, sindaco per tre legislature, onorevole per altre tre, risindaco di un altro comune e adesso riconsigliere comunale in un comune più grande di quelli precedenti. In sole due parole: Osvaldo Napoli. Esperienza lunghissima, curriculum di primo piano e sopratutto uomo politico, quando questo aggettivo è visto in modo positivo. Adesso l’Osvaldo capo gruppo a Torino dovrà guardare dalla minoranza della Sala Rossa un sindaco che è nata quando lui più o meno era già sindaco.

Passate le elezioni si aprno gli armadi e cadono gli scheletri?
“Archiviate le elezioni comunali, è il momento per il centrodestra di tirare il bilancio ma, soprattutto, di predisporre una strategia per il futuro. Per questo ritengo utile lavorare a una convention regionale che possa precorrere traguardi anche sul piano nazionale che vede insieme  Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e l’arcipelago di associazioni e circoli nati negli ultimi tempi”.
Il centro-destra non è solo Forza Italia o sbaglio?
“Pichetto, Molinari, Delmastro ed altri hanno le capacità per fare sintesi insieme agli eletti e rilanciare attraverso una grande convention regionale la presenza del centrodestra in Regione”.
Guardiamo l’altra sponda non è che stiamo tanto in salute.
“La crisi del PD che per lunghi mesi è rimasta sotterrata in attesa delle elezioni comunali e che oggi esce allo scoperto con un forte scontro Chiamparino, Gariglio, Borioli, Esposito e gli interrogativi della futura amministrazione Appendino, che valuteremo di volta in volta, lasciano spazi enormi al centrodestra piemontese”.
Qual è il metodo?
“Si tratta di ripartire dal territorio, dall’ascolto dei cittadini che hanno votato ma in particolare di quelli che non sono andati alle urne. Si tratta di un lavoro che richiede umiltà e pazienza, grande capacità di dialogo e la rinuncia in via preliminare a ogni diktat perché la politica, come dovrebbe insegnare l’esperienza, non si fa con i diktat”.
E il centro-destra?     
“Il compito del centrodestra è dunque di recuperare non solo i consensi perduti, ma la credibilità necessaria per offrire un’alternativa seria, concreta e realistica alla crisi del PD. Un traguardo alla nostra portata se sapremo ragionare senza i paraocchi ed evitando di cadere vittime di ogni estremismo o populismo. A Londra, tre giorni dopo il Brexit, i populisti sono caduti nell’angoscia perché non sanno come uscire dal tunnel in cui hanno infilato il Paese. Ecco, il centrodestra in Italia non può e non deve ripetere quell’esperienza”.