“Il Club a Cesana si farà” Il sindaco Colomb smentisce le ipotesi di disinteressamento dei francesi

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CESANA – Tanto rumore per nulla, parrebbe che tutto andrà avanti come annunciato. Si parla del progetto del Club Med, un investimento tra gli 80 e i 90 milioni di euro, per la realizzazione di un resort di lusso da mille posti letto attivo d’estate e d’inverno, dove ora poggia la fu pista da bob olimpionica. Tutto il giorno, martedì 24 gennaio, si sono rincorse le voci più differenti. Una pietra tombale sull’argomento l’ha messa il sindaco Lorenzo Colomb: “Solo parole nulla più, avremo un incontro con il presidente Chiamparino il giorno 2 febbraio assieme al presidente dell’Unione Marin. Certo l’intento della maggioranza che appoggia l’Appendino dimostrata in questa vicenda non depone a favore dello sviluppo turistico e della crescita della Valle”.

Il la alla discussione pare sia partito da un’incontro in Regione, poi le voci si sono rincorse nei corridoi dei palazzi fino a venire pubblicate via web.

Il primo a chiarire è stato l’onorevole Osvaldo Napoli, Forza Italia, dal Comune di Torino che in una nota ha scritto. “Presenterò domani un’interpellanza per richiedere delucidazioni in merito alle voci, sempre più insistenti, riguardanti la mancata realizzazione del club Mediterranée di Cesana Torinese. Le dichiarazioni dei Grillini del comune di Torino di questi ultimi mesi, inopportune in quanto Torino è area metropolitana e non comune capoluogo, hanno causato un possibile ingente danno per la mancata realizzazione di un polo turistico con importanti ricadute occupazionali. Chiedo al sindaco Appendino delucidazioni al riguardo, perché la Val di Susa non è solo No o Sì TAV ma è un territorio con potenzialità economica enorme. Ognuno si assuma le proprie responsabilità”.

Una voce è poi arrivata dal Consiglio Regionale da dove Francesca Frediani, opposizione a marchio Cinquestelle ha scritto: “Usare i fondi del tesoretto olimpico per lo smantellamento della pista da bob. I soldi avanzati dall’evento olimpico, il cosiddetto tesoretto regolamentato dalla legge 65, devono essere utilizzati per sanare gli errori commessi nel passato. E la pista da bob, costata oltre 100 milioni e utilizzata una ventina di volte, è sicuramente il peggior testimonial di questo grande evento. Se qualche privato (Club Med o chiunque altro) intende investire sul territorio dovrà farlo con risorse proprie e non producendo ulteriori effetti negativi sull’ambiente e sul paesaggio. Ancora una volta il Piemonte deve fare i conti con gli errori di Chiamparino e della sua amministrazione. Prima come sindaco di Torino e promotore delle Olimpiadi invernali 2006 ed ora come presidente della Regione Piemonte. L’eredità olimpica si dimostra sempre più per quello che è stato: un affare per pochi ed un problema per tutti. L’inutilità della pista da bob era già evidente a chiunque, così come la scarsa prospettiva di utilizzo in futuro. Lo sviluppo della Valsusa non può passare ancora una volta attraverso speculazioni edilizie affidate nelle mani dei soliti pochi. L’economia della montagna passa necessariamente attraverso il rispetto dell’ambiente”.