Il commercio a Susa e la crisi. Chiudono le attività in Via Roma

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SUSA – Che un bar chiude e un altro apre non fa davvero più notizia. La liberalizzazione delle licenze, degli orari; in pratica del commercio in tutte le sue forme e ritmi non ha salvato nessuno, o pochi. Susa poi è sempre sta fermento d’iniziative, alcune presto concluse, altre durature da generazioni. Certo è, che in questi ultimi anni, sono molte le serrante tirate giù e mai più aperte. In queste settimane ci sono da registrare due casi particolari, slegati tra di loro, ma uniti dalla stessa crisi che investe la città di Adelaide in perenne attesa di un rilancio, non solo commerciale. Nella via più turistica, o che dovrebbe esserla, cioè via Roma in coda ha chiuso un negozio gestito dai cinesi, in cima un bar. Veniamo al primo. In quello che fino a qualche anno fa era un conosciutissimo negozio di abbigliamento sportivo “L’Olimpico” (ricordate Silvia e Piero Sibille), dopo una breve parentesi entrarono i cinesi con tutto il loro stile e qualità. Un bazar d’abbigliamento con paillette e odore di plastica all’ingresso. Anche loro hanno ceduto, serranda giù e zaijian. Successe già alcuni anni fa con il ristorante, tra involtini e nidi di rondine che evidentemente non piacquero ai segusini. Arriviamo al bar “Roma”. Venerdì sera è stata la serata di conclusione di un’attività in piedi da un decennio. Spiega Luca Turri, che ha gestito il bar con la mamma Manuela, molto rattristato: “Il commercio è in calo enormemente, il turismo poi langue e porta poco in sempre meno giorni. Le spese aumentano e non sono più sostenibili. Io devo chiudere l’attività dopo dieci anni di sacrifici e lavoro, in un zona che dovrebbe essere il biglietto da visita della città”. Nel locale ci sono i fedelissimi clienti, gli amici e quanti hanno lavorato nel bar in questi anni. “Devo ringraziare i tantissimi che hanno lavorato da me con dedizione, amore per Susa e rispetto per i clienti. Ragazzi e ragazze eccellenti che mi hanno dato tanto e mi hanno aiutato a crescere non solo commercialmente”. Adesso Luca prenderà un periodo di pausa, deve capire se ha ancora senso investire tanto nella nostra valle. Dentro c’è una festa triste, è la band di amici. Ricorda l’orchestra che suonava sul ponte mentre affondava il Titanic.