Il diario di Linda Raimondo: “Matthew…io c’ero!” (LE FOTO) Il racconto della studentessa di Almese in Florida

(foto Mario Raimondo)(foto Mario Raimondo)

PALM BAY (USA) – Linda una studentessa liceale di Almese, che si trova per un semestre di studio negli Stati Uniti, è in Florida dove in questi giorni l’uragano Matthew continua nella sua marcia furiosa di distruzione: dopo aver provocato la morte di almeno 900 persone ad Haiti nei Caraibi, ha fatto almeno altre sei vittime proprio in Florida. Linda ha scritto un diario di questi che il papà Mario ci ha mandato per condividere l’avventura della figlia.

“Mercoledì 5 ottobre– Calma. Pace. Silenzio. In giro le poche persone rimaste in città forzano dei sorrisi, ma i loro volti sono tirati. Le strade sono quasi deserte, le case barricate, gli scaffali dei supermercati ormai vuoti. Calma, pace, silenzio. Silenzio e neanche più i cani abbaiano, davvero la quiete prima della tempesta, fuori solo un lieve venticello che scosta appena i capelli. Il cielo è di un blu intenso, non ci sono tracce di nuvole. Solo quiete e perfezione. Ma una calma, una perfezione del tutto irreali. Un quadro bellissimo e spaventoso allo stesso tempo! Matthew sta arrivando preannunciano che sarà terribile. Dicono che gli eventi di queste dimensioni, che sono anche una conseguenza dei cambiamenti climatici di quest’era dell’Antropocene, dovrebbero servire a farci capire quanto piccoli siamo in confronto alle forze della natura. Dovrebbe essere una campanella d’allarme, una sveglia! Purtroppo, però, non è così: come se tutti fossimo immersi in una specie di sordità planetaria: solo pochi se ne rendono conto e sentono il campanello d’allarme. Anche la campagna per le elezioni Presidenziali americane balbetta nel delineare una strategia climatica per il futuro. Come se il futuro non fosse domani, come se il futuro non fosse il nostro! Ma se continuiamo a sfruttare al massimo la nostra astronave Terra, lei si ribellerà provocando eventi catastrofici che saranno di sempre maggiore intensità. E fidatevi: se fossi in voi non la sfiderei in questo modo!”

“Giovedì 6 ottobre – Mattina. La giornata oggi è iniziata presto. Nella nostra casa di Palm Bay ci stiamo preparando come meglio possiamo per l’arrivo di Matthew. È previsto che colpirà la Florida nel modo più violento a partire dalle 2 di questa notte e durerà circa 20 ore il tempo però inizierà a peggiorare a partire dalle 18 di questa sera. Abbiamo ancora molte ore prima di allora, ma in ogni caso è meglio sbrigarsi perché si sa, con questo genere di eventi non si scherza meglio non prenderla troppo alla leggera quindi! Fuori c’è un tempo strano, quasi irreale direi: da una parte il cielo è di un blu talmente intenso che è quasi accecante, ma come ti volti a guardare dall’altra parte, nuvoloni neri e spessi incombono all’orizzonte. La descriverei come la perfetta immagine apocalittica e questa è sicuramente la calma prima della tempesta. Sto seguendo gli aggiornamenti sullo spostamento dell’uragano sui canali della NASA. In base a quanto dicono, sarà un uragano fortissimo, il più forte degli ultimi 10 anni. È stato classificato come uragano di categoria 4 e questo è davvero spaventoso. Categoria 4 significa, infatti, che i venti saranno fortissimi, di velocità compresa tra i 210 e i 240 km/h in poche parole con venti così forti è probabile che voli persino il tetto della casa. A dire la verità sono un pò spaventata, ma adesso non ho tempo per pensarci perché dobbiamo spostare tutte le cose che sono in giardino e portarle dentro casa se vogliamo ancora ritrovarle intere. Fuori sento il rumore del trapano dei vicini che stanno coprendo tutte le finestre con assi di legno per evitare che l’uragano ne rompa i vetri. Il cielo è ancora sereno, ma le nubi all’orizzonte si stanno avvicinando sempre di più. Poi accade tutto in un attimo. Sono seduta sul letto di camera mia quando la mia mamma ospitante bussa forte alla porta e subito dopo la spalanca. Sembra spaventata e ha il fiatone. Ci dice che, secondo le ultime previsioni, l’uragano si sta spostando sempre più verso ovest e che quindi colpirà la costa in modo ancora più violento. Ci dice che non possiamo rimanere in questa casa perché è troppo pericoloso e che quindi ci trasferiremo a casa dei suoi genitori, che abitano a Port St. John, una cittadina un pò più a nord e leggermente più interna rispetto a Palm Bay. Dobbiamo portare con noi solo lo stretto necessario perché in macchina non ci sarà molto spazio dal momento che dobbiamo riempire il bagagliaio con le bottiglie di acqua e con le scorte di cibo. Così preparo il mio zaino mettendoci dentro qualche cambio e la roba da bagno. Dopodiché prendo tutti i vestiti che ho nell’armadio e li butto dentro la valigia, che poi poso sul tavolo. Questo perché è molto probabile che al nostro ritorno la casa sarà allagata e quindi è meglio mettere tutte le cose in alto e lontano dalle finestre (e la mia cassettiera è proprio sotto la finestra!). Sono le 11:30 e dobbiamo caricare la macchina per poi partire. Fuori fa un caldo inspiegabile. Fino a un’ora fa si stava bene, ora invece faccio persino fatica a respirare. Mi guardo intorno e ciò che vedo mi fa quasi rabbrividire. Potrei descriverlo con una sola parola: desolazione. In giro infatti non c’è più nessuno. Tutti i vicini se ne sono già andati dopo aver barricato per bene le loro case. Un lieve venticello inizia ad alzarsi ed io entro in macchina perché il caldo sta diventando insopportabile. In autostrada c’è molto traffico: tutte le persone stanno abbandonando le città sulla costa per trovare rifugio altrove. Guardo fuori dal finestrino e un brivido mi percorre la schiena. Il cielo è diventato scuro, i nuvoloni neri hanno preso il sopravvento. Il blu intenso che c’era fino a qualche ora fa ha lasciato spazio a questo scenario che è inquietante ed affascinante al tempo stesso”.

“Giovedì 6 ottobre, sera – Sono seduta sul divano del salotto della nuova casa e sto seguendo gli aggiornamenti sull’uragano al telegiornale. Fuori piove e c’è vento, ma altro non posso dirvi dal momento che siamo letteralmente barricati in casa. Infatti oggi, subito dopo il nostro arrivo, gli uomini presenti in casa si sono occupati di coprire tutti i vetri delle finestre con delle lastre di ferro e quindi non posso vedere nulla di ciò che accade fuori. Vicino a noi teniamo delle torce e delle candele perché è molto probabile che la corrente vada via a causa di questo tempaccio. Sono solo le otto di sera, ma io mi alzo e decido di andare in camera mia per cercare di riposare un pò. Guardo un’ultima volta il cellulare sperando che dia segni di vita, ma nulla: è da tutto il pomeriggio che non c’è campo e a quanto pare le cose non sono migliorate. Mi metto nel letto e chiudo gli occhi. Sono molto stanca: vorrei che Morfeo m’abbracciasse. Ma mi sento inquieta e preoccupata. Sarà una lunga nottata”

“Venerdì 7 ottobre, mattina – Mi sveglio dal dormiveglia di soprassalto nel cuore della notte. Fuori il rumore del vento e della pioggia è fortissimo e tutto si confonde in un unico frastuono che risuona nel buio assoluto.Stanotte Gaia è furiosa e la furia della natura è davvero implacabile. Ho quasi paura che a momenti voli il tetto della casa, talmente tutto trema e vibra ma del resto non posso fare niente. Non mi resta che aspettare e sperare che passi tutto il più in fretta possibile. Vorrei chiudere gli occhi e dormire. Vorrei non contare più i minuti ed i secondi. Vorrei – come in un capolavoro della letteratura Americana- che domani fosse un altro giorno”.

“Venerdì 7 ottobre, sera – La mia mamma ospitante ha deciso questo pomeriggio che era giunto il momento di tornare a Palm Bay e quindi nonostante fosse ancora brutto tempo abbiamo ripreso le nostre cose, siamo saliti in macchina e siamo ritornati indietro. Pensavo che il peggio sarebbe stato il momento in cui Matthew sarebbe arrivato, e invece ho capito che mi sbagliavo. Il peggio non è l’uragano in sé… il peggio è quello che viene dopo, il post-uragano. Com’eri allegra, Florida, l’altro giorno! Sono bastati pochi metri percorsi in macchina per capire il disastro che quella notte aveva portato con sé. Strade allagate, alberi per terra o, peggio ancora, sui tetti delle case o sulle macchine, segnali stradali e cartelli pubblicitari rotti, insegne dei negozi spaccate e cadute a terra. Non ho mai visto niente di simile e, sinceramente, mi auguro di non vederlo mai più. Casa nostra per fortuna non ha subito gravi danni: come previsto è un pò allagata, ma almeno non c’è nulla di rotto. La connessione Internet è ancora lentissima e la corrente un pò ballerina, ma per il resto è tutto a posto. Siamo stati fortunati per come ci è andata… siamo sopravvissuti all’uragano più forte degli ultimi 118 anni, come qualcuno ha detto in televisione. Questa sera è nuvoloso, ma per fortuna ha smesso di piovere. Il cielo è di uno strano colore viola, ma per lo meno non è più inquietante come lo era fino a ieri”. 

“Sabato 8 ottobre, sera- Oggi è stata una bella giornata di sole. Questa mattina siamo anche andati al mare e ho fatto il bagno in un’acqua limpidissima. È incredibile come fino a ieri eravamo nel bel mezzo di uno degli uragani più forti di sempre e questa mattina invece ho fatto il bagno al mare. Sembra che tutto stia tornando alla normalità e anche le previsioni per i prossimi giorni danno bello. In questo momento sono seduta in mezzo al prato, sotto un cielo limpidissimo e sto ripensando agli ultimi avvenimenti. Sono felice che tutto sia finito per il meglio e senza troppi danni, nonostante la tanta paura. Ormai è mezzanotte ed è meglio che vada a dormire dal momento che devo recuperare un bel pò di ore di sonno. Dò un’ultima occhiata a questo cielo spettacolare… non so se è una mia impressione, ma, questa sera, le stelle sembrano brillare più del solito”.