Il gruppo CambiAMO Giaveno contro l’apertura dei Centri Commerciali "Noi volevamo un sindaco capace, non un aspirante chef"

antonio cuzzilla

GIAVENO – Il gruppo consigliare di minoranza CambiAMO Giaveno siede in consiglio con un eletto: Alessandro Cappuccio. Nel gruppo dalla sua composizione c’è Antonio Cuzzilla che sulla questione Centri Commerciali vuole esprimere il pensiero del gruppo.

Il vostro gruppo cosa aveva dichiaro in campagna elettorale?

CambiAmo Giaveno era ed e’ ancora oggi in coerenza con il programma elettorale, contro l’apertura di nuovi centri commerciali o medie strutture. Non so se e’ colpa del caldo o quali siano gli interessi o le motivazioni, ma non capiamo questo cambio di direzione sulle politiche commerciali, di questa pseudo maggioranza, che sta incomprensibilmente e sistematicamente rinnegando gli impegni presi in campagna elettorale nei confronti dei cittadini giavenesi“.

Cioè?

Ricordo bene come in campagna elettorale, proprio su indicazione di Giacone, veniva spesso utilizzato l’argomento di possibili nuove strutture commerciali come spauracchio, e dichiarandoci contrari a qualsiasi nuova apertura, riuscimmo a catalizzare molti voti dei commercianti. Perché dunque un tale voltafaccia? Cosa è cambiato? La realtà è che per 10 anni la passata amministrazione tanto criticata ha oggettivamente fatto di tutto per impedirne l’apertura“.

Quindi secondo voi il sindaco ha cambiato idea?

Circostanza ammessa nelle ultime interviste dallo stesso Giacone, ora in 18 mesi, grazie alla delibera di gennaio 2016 che ha modificato il piano regolatore commerciale e l’approvazione del 5 di agosto, data guarda caso vacanziera e non coperta dalla registrazione audiovisiva, dell’utilità pubblica e delle deroghe relative al recupero commerciale della ex cartiera Reguzzoni, questa nuova amministrazione pone le basi per l’apertura di almeno quattro medie strutture commerciali senza coinvolgere, come invece promesso, non solo i cittadini ma nemmeno i commercianti“.

Qual è il vostro giudizio?

Un record di incoerenza, di mancanza di trasparenza e di rispetto per i nostri concittadini. E poi sento parlare di decreto sviluppo del governo Berlusconi da chi fino a 2 anni fa era alla Lega o nel PDL… Questo e’ davvero vergognoso, basta accampare scuse e giocare allo scarica barile, chi ha proposto e votato queste delibere deve prendersi le proprie responsabilità!“.

Non siete soli in Consiglio Comunale, ci sono più opioni?

Chissa cosa ne pensano altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale ed oggi silenti? Grazie ai social ed ai giornali, ci ricordiamo tutti degli interventi di alcuni capigruppo (PD e 5Stelle) che si dichiaravano contrarie all’apertura di centri commerciali e medie strutture, basta andare a riascoltarli. Ed oggi? Silenzio! Solo il nostro gruppo, CambiAmo Giaveno, grazie al grande lavoro ed impegno del nostro capogruppo Alessandro Cappuccio e ad un gruppo sempre più unito e, la vecchia maggioranza rappresentata dal gruppo “Per Giaveno”, stanno cercando di sensibilizzare i cittadini e lottano per arginare tale politica dissennata“.

In Consiglio si vota a maggioranza…

Da altri solo un pesante silenzio. Si dice che chi tace acconsente e non potrebbe essere altrimenti visto che a Giaveno, unico Comune in Italia, PD, Movimento 5 Stelle e transfughi di partiti di destra, Lega e AN o di ex appartenenti al nostro gruppo, governano con l’unico interesse di tenersi stretta una poltrona raggiunta per qualcuno solo grazie ai voti di pochi parenti. Si tratta del nuovo “ulivo”? E’ in corso un nuovo laboratorio politico? Oppure siamo di fronte a gente priva di idee e di coerenza? Contrastiamo con forza questo cambio di direzione sulle politiche commerciali, rimaniamo coerenti con le nostre idee e con l’impegno di difendere i nostri commercianti, il nostro territorio. Ben convinti dunque che è meglio essere oggi in opposizione di chi rinnega i propri impegni, vedi ad esempio il mancato taglio delle indennità, l’aumento delle tasse, il via libera a nuove medie strutture commerciali. Loro hanno trasformato le riunioni di maggioranza, che ormai esiste solo in consiglio e non nel paese, in cene di famiglia“.

E il primo cittadino?

Noi volevamo un sindaco capace, non un aspirante chef“.