Il gruppo del PD Piemonte si confronta con le associazioni ambientaliste

A Torino Palazzo LascarisA Torino Palazzo Lascaris

di  LODOVICO MARCHISIO

TORINO – Mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 12 vi è stato l’incontro con il gruppo del PD Piemonte in Via Arsenale 14 a Torino, sede del Consiglio Regionale, per un sereno confronto sulle problematiche relative alla caccia con le Associazioni Ambientaliste presenti sul nostro territorio per redigere una piattaforma unica da presentare nel proseguo. Come ben si sa vi sono tre ipotesi di accordo: quella di Forza Italia, dei 5 Stelle e del PD. In breve i punti salienti sui quali si è dibattuto. Il Consiglio Regionale del PD ha subito portato i saluti del loro consigliere regionale Davide Gariglio, a Roma per impegni istituzionali e ha presentato lo staff presente alla riunione nelle persone di: Andrea Appiano, Silvana Accossato, Antonio Ferrentino, Nadia Corticelli, Giorgio Ferrero, Vittorio Barazzotto, Raffaele Gallo e Walter Ottria… e altri presenti del PD di cui mi sfugge il nome, che hanno manifestato la loro piena collaborazione a conferma di quanto sia sentito all’interno del loro partito la tutela dell’ambiente nella nostra regione.

Si è inizialmente discusso sui vari disegni di legge in materia venatoria, dove sono intervenuti in ambito legislativo per meglio comprendere il non facile piano regolatore: Roberto Piana e Marco Lorenzelli della LAC e Piero Belletti di Pro Natura. Presenti oltre il CAI – TAM da me rappresentato: Lega Ambiente, Gaia, LIPU e altre sigle ambientaliste presenti sul territorio che non sono intervenute nel dibattito. Fra i vari temi trattati, il mio intervento è stato mirato al pericolo che rappresenta la domenica camminare in zone di sottobosco ove la caccia è aperta, facendo presente che la commissione ambiente del CAI non esercita la propria attività in alta montagna, ma su aree di interesse storico – ambientale a volte in terreni ove non sempre è visibile a vista la presenza di gruppi in azione. Ho fatto altresì notare come l’immissione di nuova selvaggina cacciabile sia stata la causa prima dei danni creati all’agricoltura. È risaputo ormai da tutti che il “porcastro” è una razza alloctona del cinghiale, molto prolifico, immesso dai cacciatori, e che essendo incrociato col maiale mantiene nel proprio DNA l’abitudine di procacciarsi il cibo dove i suoi predecessori erano abituati a vivere e cioè scavando in zone soggette all’agricoltura prossime all’uomo, mentre il vecchio cinghiale autoctono, temendo l’essere umano, preferiva procacciarci il cibo con radici e altro materiale commestibile lontano dalle aree coltivate.

In sintesi gli altri interventi:

– Non dovrebbe essere la giunta a decidere sui temi venatori in quanto si evince da quanto emerso in questo contesto (meno trasparenza)

– Le Associazioni ringraziano l’assessore Giorgio Ferrero per la riduzione delle specie cacciabili e chiedono se può estendere il divieto di caccia alla coturnice e al gallo forcello

– Non permettere la commercializzare delle carni cacciate perché questo incrementa l’uccisione a fine di lucro

– Responsabilizzare i cacciatori ad operare solo nel territorio in cui essi vivono, perché se si incrementa il numero a chi viene da altre regioni, non vi è la stessa attenzione di tutela come quella di chi opera nella propria zona

– Evitare, come già precisato nel mio intervento, il ripopolamento venatorio.

– Vi è poi il paradosso che il cacciatore può uccidere, se occupano la loro zona di caccia, cani e gatti inselvatichiti, mentre si sa benissimo che il gatto per sua natura viaggia per conto proprio anche se è in affido

– Abolire la promozione turistica a scopo di caccia

– Si ricorda infine al PD che la caccia in deroga voluta a suo tempo da Gian Luca Vignale è contro ogni normativa europea e l’Italia rischia multe fortissime – L’incontro si è concluso verso le 14 con piena disponibilità da entrambi le parti di raggiungere un’intesa al fine di uscire con un documento unico che soddisfi nel limite del possibile, tutte le sfere ambientaliste operanti sul territorio.