Il Ministero dello Sviluppo Economico dà il via all’iter autorizzativo del nuovo elettrododotto Terna fra Piemonte e Savoia Il cavidotto interrato di Terna in Valsusa passerà in gran parte lungo il tunnel del Frejus e l'A32. 26 i kilometri invece lungo le statali

La simulazione dell'ingresso nella seconda canna del Frejus del cavidotto a Modane (Fonte RTE)La simulazione dell'ingresso nella seconda canna del Frejus del cavidotto a Modane (Fonte RTE)

TORINO – Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato oggi il procedimento autorizzativo della variante che porterà alla nuova localizzazione del collegamento elettrico Italia-Francia, o come sarebbe meglio chiamarlo,  “Piemonte-Savoia”. A darne notizia è stata oggi 9 febbraio, Terna Rete Italia, la Società che gestisce la rete elettrica nazionale e realizzerà l’opera insieme ai colleghi francesi di RTE, precisando che,  con i suoi 190 kilomeri di cavi interrati – in Val di Susa e Savoia – in corrente continua, l’opera è un progetto unico al mondo per le soluzioni ingegneristiche, tecnologiche e ambientali. Il nuovo elettrodotto prevede la realizzazione di una nuova linea per collegare le stazioni elettriche di Piossasco  e Grand’Ile (a Sainte-Hélène du Lac presso Chambery) in Savoia.  La nuova infrastruttura avrà un ruolo strategico per l’incremento della sicurezza delle forniture elettriche e per consentire scambi di energia fra Italia e Francia fino a 1200 MW. Rappresenta inoltre un nuovo importante passo verso la creazione di un mercato unico Europeo dell’elettricità.

In Valle di Susa, così come accade in Savoia,dove il cavidotto seguirà le direttive autostradali verso Modane, il progetto originario  doveva passare quasi interamente lungo la A32 e sotto il Tunnel del Frejus. Sarà invece interrata, ma seguendo la direttiva stradale fra Salbertrand e Bussoleno, per 26 kilometri circa, fuori dall’asse A32. La variante, il cui iter ha interessato i comuni situati lungo questo percorso, è conseguenza di una  disposizione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che per la posa del cavo nelle gallerie autostradali imporrebbe la realizzazione di una serie di minitunnel lungo le gallerie esistenti. Fatto che avrebbe importato un elevato grado di difficoltà ed interferenze tecniche nel completamento dei lavori.

In base al vigente Codice Ambiente il progetto di variante studiato, per la sua tipologia (cavo interrato in corrente continua) non è sottoposto a procedura di VIA (Valutazione di impatto ambientale, né a verifica di assoggettabilità.

Un sistema “chiavi in mano” realizzato da un consorzio di imprese in cavo interrato ad alta tensione (± 320 kV) in corrente continua (HVDC) e con tecnologia d’isolamento in materiale estruso che   prevede l’ingegnerizzazione, la produzione e l’installazione di due circuiti bipolo da 600 MW ciascuno lungo un percorso di 190 km fra le due sottostazioni  per un totale di circa 95 km di tracciato su ciascun versante,, con cavi ad alta tensione in corrente continua (HVDC) con isolamento in materiale estruso.

L’ultima linea di interconnessione con la Francia risale al 1985 quando fu costruita la Rondissone-Albertville. Ma, una volta ultimato, il nuovo elettrodotto Piemonte-Savoia, sarà il quinto tra l’Italia e Francia;  i  suoi  lavori   ne faranno la ventitreesima interconnessione con l’estero, ma soprattutto il primo progetto al mondo per lunghezza del tracciato  interramente sotto terra con i suoi 190 kilometri. In Italia, circa la metà dell’investimento per il nuovo elettrodotto sarà a carico di Terna e l’altra metà sarà sostenuta da Transenergia, società di scopo partecipata pariteticamente da Sitaf  Spa e da Compagnia Italiana Energia Spa (CIE Spa), ciascuno con il 50 per cento. Il valore dell’opera è di circa 1,4 miliardi di euro: 800 milioni per il tratto italiano e 600 per quello francese e produrrà un risparmio energetico di almeno 150 milioni l’anno aumentando del 60% la capacità di scambio energetico fra i due Paesi.