Il rientro dall’Adunata, adesso a Susa a settembre Giancarlo Sosello: "Una Sezione meravigliosa, il bel nome della Valle davanti a tutta l'Italia"

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SUSA – In nottata è rientrato l’ultimo alpino da Asti. Non rimane che il ricordo della meravigliosa festa tricolore, in attesa di quella che si svolgerà a Susa a settembre. Torino e la Valsusa hanno sfilato quasi per ultimi a coda delle penne nere giunte ad Asti da tutta Italia e dall’estero che hanno sfilato ininterrottamente per dodici ore. Gli astigiani li hanno accompagnati lungo il percorso, applaudendoli dalla strada e dai balconi imbandierati. Questo è stato il culmine della festa che ha coronato una tre giorni all’insegna dell’italianità. Davanti alla tribuna delle autorità sono sfilati in 75mila, salutati dal presidente dell’Ana Sebastiano Favero, dal sindaco di Asti Fabrizio Brignolo e da quello di Torino Piero Fassino, dal presidente della Regione Sergio Chiamparino e dai vertici della Difesa e dell’Esercito: il ministro Roberta Pinotti, i generali Claudio Graziano e Danilo Errico e il comandante delle Truppe Alpine, generale Federico Bonato. Particolari anche il gigantesco tricolore, sventolato dagli alpini della Sezione Reggio Emilia e i parà alpini che correndo hanno gonfiato le vele del paracadute sulle quali si leggeva “Marò liberi!”. Ad assistere alla sfilata c’erano anche il maresciallo Luca Barisonzi, gravemente ferito in Afghanistan e costretto su una sedia a rotelle, e la penna nera più “vecia”, il biellese Silvio Biasetti, 103 anni.

Diamo i numeri:  14 campi, 25mila attendamenti, 250mila visite al villaggio, 12mila metri quatri di strutture, 147mila visite alla Cittadella, 30 quintali di pasta, 75mila persone che hanno sfilato, 600 giornalisti, 200 fanfare e cori, 40mila atrrivi con il treno e 103 anni l’alpino più vecchio!