Il sindaco Fracchia spiega il progetto di rilancio della Sacra "La valorizzazione del Monumento Simbolo della Regione Piemonte che non può essere certo scalfito o messo in discussione da un articolo giornalistico"

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S.AMBROGIO – La Sacra bene monumentale, la Sacra bene artistico, la Sacra simbolo di tutta la regione; ma la Sacra è anche motivo di contendere tra Enti ed elemento disgregante? Per chiudere una polemica uscita sulle pagine di un autorevole giornale nazionale abbiamo sentitoil sindaco Dario Fracchia, da sempre al lavoro perchè la Sacra di San Michele sia un’occasione di rilancio turistico, volano anche economico anche attraverso la candidatura all’Unesco.

Che succede sindaco un giornalista ha preso lucciole per lanterne?

In merito all’articolo apparso su quotidiano “La Repubblica” relativo ai lavori di restauro della Sacra lodevolmente portati a termine dai Padri Rosminiani che abitano da 180 anni la Sacra curandola e migliorandola da sempre con grande attenzione e capacità gestionale, di cui tutti gliene rendono merito turisti compresi, credo che la vena polemica e maligna dell’articolo sul giornale sia ben lontana dalla realtà e del tutto fuorviante“.

Che compito hanno i Padri Rosminiani?

I Padri Rosminiani si sono limitati a rivendicare giustamente e con orgoglio di aver portato a termine importanti lavori di restauro e manutenzione con le risorse che i turisti lasciano alla Sacra con il biglietto di ingresso: era ben lungi dalla loro volontà qualunque spunto polemico proprio ora che la Regione ha iniziato la procedura di acquisizione della Sacra da parte del Demanio, attuale proprietario del bene, e che insieme al Comune di Sant’Ambrogio e a tutto il territorio ha intrapreso il cammino di candidatura della Sacra a patrimonio Unesco dell’umanità“.

Avete pensato ad un progetto di rilancio?

Prossimamente a Torino, con una conferenza stampa congiunta alla quale ovviamente saranno protagonisti anche i Padri Rosminiani con la presenza del Padre Generale Don Nardin, la Regione Piemonte e tutti i comuni del territorio insieme a Sant’Ambrogio, sarà presentato ufficialmente questo grande e collettivo progetto che vedrà insieme tutti questi soggetti coprotagonisti, accenderà ulteriormente i riflettori sulla Sacra di San Michele ed estenderà la sua conoscenza a livello mondiale, attirando investimenti e turisti in sempre maggiore numero, con vantaggio per tutti anche in termini di sviluppo economico e di nuovi posti di lavoro“.

Quali passi avete già fatto per la valorizzazione e l’uso del bene?

In questo contesto si inserisce il progetto del Comune di Sant’Ambrogio denominato “Turismo verde alla Sacra” che nella Via Ferrata recentemente ristrutturata con Fondi Europei con la costruzione di uno spettacolare ponte tibetano e di un sito dedicato, nella Antica Mulattiera di accesso alla Sacra, nella colonia di camosci e nella presenza di una rara specie di orchidea selvatica, nel Castello Abbaziale di recente affidamento in gestione come ristorante ed albergo, nella Chiesa del Vittone, nel centro storico di impianto medievale, nel Laghetti dei camosci, nella Via Francigena, nel complesso di archeologia industriale dell’architetto Camillo Riccio oggetto di un Piano Particolareggiato di recupero appena approvato per farne fulcro di sviluppo economico del centro storico in termini soprattutto di servizi e attività artigianali del terziario e residenziale, nel Cammino Micaelico, nel sito protostorico del Monte Ciabergia di cui si sta iniziando il percorso di scavo e valorizzazione ed infine nella stazione ferroviaria che facilita l’accesso a Sant’Ambrogio insieme all’autostrada a due passi, ha in evidenza i suoi notevoli punti di forza“.

Quindi la Regione è parte attiva?

Questo il quadro di sinergie e concordia di intenti e progetti che stiamo tutti insieme, Regione in prima fila, costruendo per il bene e lo sviluppo sostenibile del territorio all’ombra della Sacra di San Michele, con un lavoro ed un confronto serio e proficuo tra tutti i protagonisti privati e pubblici coinvolti a qualunque titolo nella valorizzazione del Monumento Simbolo della Regione Piemonte che non può essere certo scalfito o messo in discussione da un articolo giornalistico“.