Il Syndacat de Pays Maurienne illustra la Démarche Grand Chantier e il Contratto di territorio Dietro un video di pochi minuti un piano complesso di sviluppo per integrare la nuova infrastruttura in Valle e strutturare nuove dinamiche di economia locale

Un layout della nuova stazione internazionale di St Jean de Maurienne (Ar Théme)Un layout della nuova stazione internazionale di St Jean de Maurienne (Ar Théme)

SAINT JEAN DE MAURIENNE – La “Convention territoriale Maurienne” e la “Démarche Grand Chantier” legata ai lavori di realizzazione della Nuova Linea Torino-Lione sono stati sinteticamente e chiaramente presentati in un video animato realizzato dal Syndacat Pays de Maurienne, l’equivalente della nostra vecchia Comunità Montana unica. Che però sin dagli anni ’90 si è dotata di uno strumento operativo, la Società Maurienne Expansion con funzioni proprie di agenzia di sviluppo locale.  Queste ulteriori linee guida di sviluppo locale solo per il quadriennio 2016-2020 porteranno nella Valle della Maurienne e nei suoi 62 Comuni, investimenti pubblici aggiuntivi per circa 41 milioni di euro. Che ovviamente si sommano alle ricadute dirette e indirette dati dai lavori di costruzione del tunnel di base del Moncenisio. Un approccio completamente diverso, a quello cui invece si assiste da questa parte della catena alpina.

Il territorio della Maurienne è direttamente interessato, molto più della Valle di Susa, visto che i cantieri come già le discenderie realizzate, saranno più di quello unico  italiano,  cioè quello di Chiomonte, stante l’impossibilità “ambientale” (non… environnementale benintesoad avviare lo scavo da Susa. Dove pure prima o poi bisognerà uscire.   I tre grandi cantieri francesi saranno poi completati da quello del terminale del tunnel: la nuova stazione internazionale intermodale di Saint Jean de Maurienne connessa quindi alla nuova rete europea. Quest’ultima è già stata presentata alla Città delle “Tre dita” nel giugno 2016 nelle sue linee principali.

La Valle, con i suoi  45.000 abitanti, la metà della Val di Susa),  presenta caratteristiche di vulnerabilità economico-sociale coonnesse alle trasformazioni del tessuto produttivo delle grandi imprese storiche (alluminio, chimica, ecc.) con una perdita di attrattività e competitività dei paesi  e dei centri maggiori. Ma è un territorio che resiste, che presenta un suo piano organico di rilancio. Eh si , perché i francesi la programmazione territoriale, in forza anche di una forte organizzazione amminsitrativa gerarchica, la sanno fare e bene. E sanno fare squadra. Il piano della Maurienne infatti punta sulla valorizzazione delle proprie risorse e ricchezze:  turismo di montagna pluristagionale, poli di innovazione tecnologica e di ricerca,  patrimonio storico-culturale, caspitale umano “pensante” e imprese, agricoltura alpina di qualità. Ricchezze legata alla sua orografia, posizione geografica e alle sue storiche infrastrutture transalpine, anche militari e più recentementi legati ai trasporti, alla ferrovia, alle strade, all’energia.

Ma la Valle è anche caratterizzata da una problematica legata ai trasporti da e per l’Italia e alle conseguenti ambientali, con un inquinamento, minore del passato (i treni non sono a carbone e i TIR sono Euro 5), ma pur sempre inquinamento generano. In prospettiva la Torino-Lione sarà anche una importante causa-effetto sulla riduzione del fall-out di PM10 e NOX dovuti ai traffici non turistici.

Il contratto territoriale, siglato pochi giorni fa dalla Regione, oggi Auvergne-Rhône-Alpes, Dipartimento della Savoia, e Syndacat de Pays Maurienne con lo Stato va in questo sesno. Sfruttare al meglio le opportunità economiche date dai cantieri, ma inserire le stesse in un piano organico di sviluppo, che – ma guarda un po’ la differenza con questo lato del futuro tunnel – è stato sviluppato e redatto e dalle amministrazioni locali.

Il breve video lo illustra in poche e chiare animazioni. Ma analizziamolo nei dettagli. Gli assi principali di investimento sono due.

Il primo riguarda la “Démarche  Grand Chantier”  per favorire l’inserimento e l’integrazione territoriale della nuova infrastruttura

Di questo  primo obiettivo è la massima occupazione locale possibile, con l’anticipo dei fabbisogni delle imprese attraverso la formazione professionale, con pieno utilizzo dei fondi europei specifichi (il FSE). Sono previsti ucirca 2.000 unità di personale solo fra quelle impegnate direttamente nei cantieri.

Il secondo è il sostegno alle imprese locali per il loro inserimento guidato nella filiera delle forniture e e dei subappalti a misura dei diversi lotti di cantiere. Una dimensione accettabile quindi per piccole e medie imprese altrimenti impossibilitata a partecipare a grandi appalti unici di forniture di beni e servizi.

Altro fondamentale obiettivo e la soddisfazione del fabbisogno di alloggiamenti per il personale dei cantieri, ricorrendo principalmente all’occupazione di appartamenti e strutture non occupate, attraverso un programma di occupazione e adeguamento con particolare valorizzazione dei piccoli centri.

Il Progetto di territorio: assi strutturali per dare impulso a nuove dinamiche di sviluppo.

In primis il piano prevede di valorizzare innanzitutto il potenziale di innovazione presente in valle, appoggiandosi ai centri di ricerca e sviluppo, e, vista la presenzza di vecchie e nuove gallerie ferroviarie e stradali,  la creazione di un vero e proprio centro di formazione e ricerca tecnologica sui tunnel.

Altro punto di forza è la strutturazione di nuove filiere, tenuto conto che la Maurienne è un territorio cicloturistico e sportivo riconosciuto a livello europeo, vanno incoraggiate sia nuovi itinerari e forme di fruizione, puntando in particolare sulle e-bike, sia  incentivando forme di insediamento produttivo-industriale. Sulle bici così come sulla filiera legno: bosco-energia-produzione di manufatti e semilavorati. Per gli amministratori locali e i loro consulenti la Maurienne – contando anche l’idrolettrico – ha tutti i requisiti per essere un territorio green a “energia positiva”. Naturalmente vi sono compresi il rafforzamento delle attività agro-pastorali e il turismo. Puntando anche sul turismo industriale (Opinel. EDF, ecc.) e i flussi turistici ch eil cantiere stesso attirerà, come è avvenuto peri tunnel svizzeri.

Il piano considera poi fortemente la riqualificazione urbanistica ed energetica del patrimonio abitatitivo e il miglioramento della qualità della vita, rafforzando il ruolo di Saint Jean de Maurienne quale capitale della Valle, con una sua funzione di motore dell’economia e di polo di formazione. E ovviamente la diffusione della rete internet a grande capacità anche nelle località minorti, con un grande piano di infrastrutturazione con fibra ottica e ripetitori wi-fi. Innervatura indispensabile alla competitività delle imprese ed alla qualità della vita stessa dei residenti.

Trovare le differenze con lo sventolamento di bandiere trenocrociate, le commissioni di “esperti” del NO, la totale mancanza di una progettualità di un intero territorio, visto come un unicuum, rispetto alla Valle di Susa non è difficile. Più difficile è raccontare una storia diversa dalla realtà con la perdita, irreversibile, di una grande trasformazione in senso positivo anche del nostro territorio.