Il Tribunale dei Popoli giudica la Tav Quattro giorni di lavori terminati ad Almese

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ALMESE. Se si parla di Tribunale Permanente dei Popoli, in acronimo Tpp, bisogna sapere che si tratta di un gruppo d’opinione internazionale, autonominatosi, e senza nessuna legittimità giuridica, istituzionale né mandato internazionale. Diciamo un gruppo di autorevoli persone che fornisce su vari temi opinioni sui diritti dei popoli. Com’è nato? Il Tribunale è stato fondato da esperti di diritto, scrittori e altri intellettuali. Sul banco degli imputati del Tribunale ci sono oggi le grandi opere d’Italia e d’Europa; in questo caso l’imputata è la linea ad alta velocità Torino Lione. Fu nell’aprile del 2014 che l’associazione Controsservatorio Valsusa presentò un esposto al Tribunale denunciando la violazione dei diritti fondamentali dei cittadini e della comunità della Valsusa in relazione al progetto. Raccolto l’esposto, il Tribunale aprì una specifica sessione e il TAV finì sotto esame con, ad esempio,  il Mose di Venezia, il sottoattraversamento di Firenze, il moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense o l’aeroporto di Notre Dame des Landes. Così, ecco i lavori iniziati giovedì 5 novembre, proseguiti fino a sabato a Torino e terminati domenica nel Salone Magnetto di Almese.  Il Tribunale ha così scritto, negli atti conclusivi: “Raccomanda, nel caso del TAV Torino Lione, agli Stati Italiano e Francese, di procedere a consultazioni serie delle popolazioni interessate, e in particolare degli abitanti della Val di Susa per garantire loro la possibilità di esprimersi sulla pertinenza e la opportunità del progetto e far valere i loro diritti alla salute, all’ambiente, e alla protezione dei loro contesti di vita. Queste consultazioni dovranno realizzarsi senza omettere nessun dato tecnico sull’impatto economico, sociale e ambientale del progetto e senza manipolare o deformare l’analisi della sua utilità economica e sociale. Si dovranno esaminare tutte le possibilità senza scartare l’opzione “0”. Finché non si garantisce questa consultazione popolare, seria e completa, la realizzazione dell’opera deve essere sospesa in attesa dei suoi risultati, che devono essere in grado di garantire i diritti fondamentali dei cittadini”.