Imprenditore denuncia le cosche nel Processo San Michele e si trova “strozzato” dalla Agenzia delle Entrate A favore di Mauro Esposito scendono in campo Ferrentino, il Senatore Esposito e altri esponenti del PD: "Se non ci ascoltano inizieremo lo sciopero della fame"

La Conferenza stampa di oggi a favore di Mauro EspositoLa Conferenza stampa di oggi a favore di Mauro Esposito

TORINO –“Se entro domani non verremo ascoltati da Agenzia delle Entrate e Inarcassa, inizieremo tutti e quattro lo sciopero della fame”. Lo hanno annunciato, in una conferenza stampa tenutasi a Torino  in Piazza San Carlo, davanti al Monumento di Testa d’Fer, l’imprenditore torinese Mauro Esposito, che aveva avuto il coraggio di denunciare e di testimoniare contro le cosche della ‘ndrangheta al processo San Michele, il Senatore Stefano Esposito, il parlamentare Davide Mattiello e Antonio Ferrentino, consigliere regionale, tutti del PD , e l’imprenditore calabrese Pino Masciari, simbolo della lotta contro le cosche.

La assurda vicenda, classico caso di burocrazia italaina senza ragione, coinvolge  Mauro Esposito che chiede “aiuto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e di essere ascoltato dalla commissione antimafia”.  Mauro Esposito spiega che “Agenzia delle Entrate e Inarcassa hanno chiesto di versare oltre un milione di euro per non avere ottemperato a vecchi versamenti, negandomi una dilazione di quattro anni”.

Ma chi è  Mauro Esposito? E’ un architetto, titolare della Me Studio Srl, una società di progettazione che ha sede a Caselle, e che ha denunciato i suoi estorsori e ha testimoniato al processo San Michele sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Torino e in Valle di Susa. COme spesso accade, nonostante la scelta coraggiosa, la vita personale, familiare e professionale di Mauro Esposito è stata distrutta.

Una storia molto simile a quella dell’imprenditore edile calabrese, Pino Masciari, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme a mia moglie (medico odontoiatra) e ai suoi bambini. Che dal 2010, fuoriuscito dal Programma Speciale di Protezione, vive sotto scorta. “Ho denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.
La criminalità organizzata ha distrutto le mie imprese di costruzioni edili, bloccandone le attività sia nelle opere pubbliche che nel settore privato, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione dove essa è infiltrata, intralciando i rapporti con le banche con cui operavo. E anche io sono passato da storie come quella di Mauro, che però non ha gosuto del programam di protezione. Non ho accettato le pressioni mafiose dei politici e del racket della ‘ndrangheta.”

I mafiosi – avolte si fanno ancora largo a colpi di fucile, , ma più spesso si fanno largo corrompendo, usando le sofisticherie del diritto, i meandri della burocrazia, come ha detto qualche giorno fa il Procuratore Capo di Catanzaro Nicola Gratteri.  E la cecità della burocrazia, che non tratta le persone come tali, ma come come numeri, a volta pur non essendo collusa, fa danni peggiori.

Nella situazione di Mauro Esposito c’è tutto questo:  la giustizia in tribunale che fa lentamente il proprio corso, ma un altro pezzo di Stato che lo massacra economicamente, mentre la sua agibilità professionale è bloccata. “Non c’è peggiore ingiustizia che trattare nello stesso modo situazioni diverse. Un imprenditore in difficoltà con i pagamenti a causa delle denunce fatte contro chi intendeva estorcergli condotte illecite, non va trattato come chi non paga perché fa il furbo ed evade il dovuto.” Noi  – dicono gli esponenti del PD, continueremo a stare al fianco di Mauro – finché òa su avicenda non si sblocca.