Impronte d’Africa ad Almese per i ragazzi richiedenti asilo Molti gli incontri e le iniziative che hanno coinvolti questi ragazzi

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ALMESE – Da venerdì 21 ottobre a sabato 29 ottobre ad Almese il Laboratorio Civico, con il patrocinio del Comune di Almese, ha organizzato una serie di appuntamenti inseriti nel ciclo Impronte d’Africa. Tracce, Incontri, Spettacoli “migranti” .

L’idea di questa iniziativa nasce da persone che hanno deciso di mettersi insieme per fare qualcosa di concreto “con” e “per” i ragazzi richiedenti asilo ospiti, da oltre un anno e mezzo, nella struttura di via Giorda 6, ad Almese. In tutto questo tempo, infatti, molte sensibilità  diverse si sono attivate e, attraverso il confronto con altre culture, sono nati dei laboratori e delle esperienze singole o collettive, ma anche dei momenti di amicizia e spensieratezza, degli incontri buffi e altri commoventi, riflessioni serie, molte risate e attimi liberatori.

Quest’estate alcune persone di Laboratorio Civico, insieme ad altre appartenenti alle associazioni locali  e a “semplici” cittadini hanno dato vita ad un gruppo spontaneo, che per comodità di definizione, si è autodenominato AlmesAfrica.

Le iniziative organizzate hanno spaziato, nel corso di quest’anno e mezzo, tra attività artistiche quali teatro e pittura, partecipazione a mercatini e mostre, accompagnamento e coinvolgimento in attività che hanno come obiettivo l’aggregazione e  l’integrazione, partecipazioni ad attività sportive (volley, calcio, camminate in montagna…) o di carattere culturale. Si è anche portata la solidarietà fattiva agli ospiti di una struttura di Bertesseno (Viù) in una situazione oggettivamente territorialmente isolata. Nel mese di agosto alcuni richiedenti asilo hanno anche partecipato ad un “gruppo spontaneo” di origami in piazza, assieme a bambini italiani e genitori, grazie a due appassionati origamisti e, grazie ad una volontaria, è nato un gruppo che, ispirandosi all’AMA (auto-mutuo-aiuto), ha come obiettivo la costruzione in modo condiviso di un curriculum europeo, attraverso l’analisi e l’espressione di competenze, abilità, capacità acquisite, esperienze maturate, studi e formazione. Coordinati da un’altra istancabile volontaria si sono fatte e si fanno lezioni di rafforzamento della lingua italiana, con conversazione, lettura e scrittura, e ci si adopera per fare da supporto alle attività scolastiche dei ragazzi presso il CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti di Rivoli, dando la precedenza a coloro che sono iscritti alla terza media.

A tutte queste iniziative hanno partecipato non solo volontari del Laboratorio Civico, ma anche dell’Unitre, appartenenti ad ambiti parrocchiali, singoli cittadini di Almese, ma anche di Rubiana ed Avigliana. Le iniziative si sono svolte in piazza, in case private, bar, locali parrocchiali, altri messi a disposizione dal Comune e dall’Unitre.

Essendo questo un momento in cui molti di questi giovani riceveranno delle risposte definitive alla loro richiesta di asilo, si è pensato di organizzare qualcosa di più “visibile”, che possa coinvolgere tutta la comunità Almesina, con l’obiettivo di provare a puntare i riflettori su queste tematiche, coinvolgere i ragazzi e la cittadinanza, cominciare a tracciare un percorso, un’idea, su quello che sarà il “dopo”.

L’evento centrale, che durerà per tutto il periodo, è la mostra “Impronte” de Il Laboratorio dei Sogni seguito da Antonella Castrignano: si tratta di una mostra di opere d’arte create insieme ai ragazzi richiedenti asilo ospiti in Casa Giorda (che ha già debuttato a San Gillio) e sarà ospitata nella sala laterale del Teatro Magnetto.

L’evento conclusivo sarà il 29 ottobre: lo spettacolo dei Black Fabula, “Dove cielo tocca mare”, evento inserito, tra l’altro, nella rassegna Camaleontika curata da Gromi.

Il 25 ottobre si potrà partecipare ad un evento informativo in cui avvocati ed altri esperti parleranno ai cittadini di tematiche legate all’accoglienza dei Rifugiati. Sarà presente anche Enrico Tavan, l’assessore di Avigliana “padre” del progetto di Micro Accoglienza Valsusa.

La serata di giovedì 27 ottobre, invece, racconterà con parole, canti, musica e immagini un pezzetto di questo anno e mezzo di presenza e partecipazione dei ragazzi Richiedenti Asilo ad Almese che  hanno sempre espresso la loro gratitudine non solo a parole, ma partecipando alla vita sociale e lavorando, per quanto era loro concesso, per il bene della comunità.

Scrive l’artista Antonella Castrignano:

Io e i ragazzi.

La mia esperienza con i ragazzi di Almese inizia circa un anno e mezzo fa. Incrociandoli per strada, rispondevano al saluto in modo educato abbassando subito lo sguardo.
Ho voluto conoscerli più  da vicino e sono andata a trovarli a casa Giorda, pensando che gli avrebbe fatto piacere stringere amicizie e nel contempo impegnarsi in qualche attività. Quindi ho messo a loro disposizione la mia esperienza in campo artistico.
Per un po’ ho frequentato la loro casa, poi li ho invitati a venire a casa mia, dove ho potuto mettere a loro disposizione tutte le attrezzature, abbiamo così iniziato a vederci 3 ore alla settimana.
Inizialmente il mio compagno ed io trascorrevano più  tempo a dare loro qualche nozione di italiano e matematica.
Sono ragazzi adorabili, è stato facile conoscere il carattere mite di ognuno.
Dai loro disegni emergevano le brutture alle quali avevano assistito, ma anche la voglia di guardare avanti.
I soggetti iniziali erano battelli e morti, poi i pesci, espressi in modi diversi- Le ultime espressioni sono fiori, alberi,  natura.

Abbiamo dato importanza al lavoro di gruppo, è stato molto facile con loro che non hanno manie di protagonismo.
Si lavora, si ride, si mangia, si beve, e intanto si impara ad usare il pirografo, modellare l’argilla, colorare ad acquarello,  acrilico ed olio, l’unico handicap sono gli spazi ristretti nei quali dobbiamo esprimerci. Questo non mi permette di estendere la possibilità  anche ad altri  ragazzi.
Sono fermamente convinta che l’integrazione passi anche attraverso questi canali ed il mio sogno è di creare un punto di incontro tra diverse culture che hanno la volontà  di conoscersi e costruire insieme.

Ho difficoltà  a esprimere tutto, ma spero che in questo semplice racconto si ravveda il contenuto umano“.