In Consiglio regionale si è discusso delle scuole di Rivoli Frediani: "I disagi si riversano su famiglie ed alunni"

scuola rivoli

RIVOLI- La chiusura della Scuole Primaria Pablo Neruda, nel quartiere Maiasco nel Plesso di Tetti Neirotti, per un previsto ridimensionamento scolastico delle strutture scolastiche sta provocando molte polemiche in città. Oltre le riunioni cittadine adesso il livello di discussione si è alzato di tono ed è entrato nel Palazzo della Regione Piemonte. La Consigliera del M5S Francesca Frediani ha interrogato oggi l’assessore competente Gianna Pentenero. Dure e conclusioni dopo l’incontro nell’emiciclo regionale. “L’assessore regionale all’istruzione Pentenero, rispondendo alla mia interrogazione sulla soppressione delle scuole di Rivoli – scrive la Frediani –  ha affermato che il dimensionamento scolastico regionale prevede la soppressione di entrambi i plessi. Leggendo invece il documento abbiamo notato come per la primaria Neruda venga indicata l’unificazione e per la secondaria Tetti Neirotti l’aggregazione. Inoltre lo stesso Comune non ha presentato nemmeno un piano di razionalizzazione, come peraltro raccomandato dalla Regione. Non è chiaro quindi per quale motivo questa decisione trovi l’accordo ferreo da tre istituzioni amministrate dal Partito Democratico: Comune, Provincia e Regione. Oggi abbiamo portato il caso in Consiglio regionale e l’assessore all’Istruzione Pentenero ha sposato platealmente la linea dell’amministrazione comunale. Quando si tratta di chiudere le scuole nel PD son tutti d’accordo: Comune, Provincia e Regione non fa differenza. Si dividono solo tra correnti politiche ma quando si tagliano i servizi, gli esponenti democratici, trovano sempre una rinnovata sintonia. Intanto i disagi si riversano su famiglie ed alunni”. Scrive ancora la pentastellata sulla vicenda: “Continuiamo a ribadire come il criterio numerico non possa essere l’unico preso in considerazione dall’amministrazione pubblica. Occorre evitare la desertificazione di intere zone della città e se esistono spazi inutilizzati, dovuti all’esiguità degli iscritti, allora si dovranno utilizzare diversamente ma senza smantellare i presìdi scolastici. Chiudere una scuola è sempre una sconfitta per tutti”.