In migliaia, per l’ultimo saluto ad Alessandro Gino Gli Hells Angels sono accorsi da tutta Europa per dare l'addio al loro fratello scomparso

Gli Hells Angels al funeraleGli Hells Angels al funerale

VILLAR FOCCHIARDO – Pacche sulla schiena. Probabilmente, è questo il modo migliore per sintetizzare ciò che è accaduto nel giorno dei funerali del biker Alessandro Gino: semplici, amichevoli e tristi pacche sulla schiena. Pacche sferrate da omoni grandi e grossi nel momento in cui si salutavano, stringendosi l’uno con l’altro in un gesto di fratellanza. Un gesto semplice, ma che ha impregnato il pomeriggio di Villar Focchiardo. Un gesto che, ancor più semplicemente, voleva solo dire: “Siamo tutti qui per Sandrin”. Ed erano davvero tanti. Accorsi in massa dall’Italia e dall’Europa, a testimonianza di quanta solidarietà esista all’interno di questo gruppo di bikers, troppo spesso etichettati come “pericolosi”.

Insieme a loro, però, tanti altri amici di Alessandro Gino. Persone che l’hanno conosciuto al di fuori del mondo delle motociclette, ma che hanno avuto, comunque, la fortuna di apprezzare la persona che era: una persona gentile, elegante, benvoluta da tutti. In termini riduttivi, questo era Alessandro. Il cui ultimo gesto  è stato quello di donare i suuoi organi a favore della vita di sconosciuti, come avrebbe voluto lui, come ha voluto la sua famiglia.

Una cerimonia – quella di oggi – toccante, che ha sicuramente reso giustizia alla persona che era Alessandro Gino. Una persona, come anche detto dal parroco Don Antonello Taccori, strappata alla vita troppo presto, per motivi completamente illogici: “Eravamo aggrappati al filo della speranza – ha esordito Don Taccori – ed ora, purtroppo, siamo qui a piangere un fratello scomparso senza alcun motivo. Per il semplice ego sfrenato che non ha riconosciuto l’altro come se stesso, per un senso di onnipotenza che porta a vedere la vita come un videogioco ambientato nel Far West.”

Il sacerdote, ha poi voluto proseguire nella sua predica, rivolgendo un appello ai genitori: “Troppo spesso, si ha la credenza che i figli siano impeccabili. Ma come si può difendere un figlio di fronte all’evidenza? Probabilmente, per paura. La paura di non voler vedere nei fallimenti dei figli, i fallimenti dei genitori stessi. Però, davanti a queste tragedie, dobbiamo essere pronti a dire basta! E’ necessario costruire un mondo dove un adulto, faccia l’adulto. Abbiamo bisogno di figure positive, qualcuno che insegni con umiltà come si sta al mondo e che la gioia, quella vera, risiede nell’amore, nel rispetto, nell’affetto e nella semplicità”. Nel concludere il suo intervento, Don Taccori ha voluto rivolgersi direttamente agli Hells Angels: “Sandrin vi chiamava fratelli.  Oggi, avete dimostrato quanto amore e solidarietà esistano tra di voi. Avete dimostrato, una volta di più, che dietro quella divisa scura e quell’aria un po’ schiva, si nasconde un grande cuore”.

Dopo la toccante predica del parroco, gli Angels hanno trasportato il feretro fino al cimitero di Villar Focchiardo dove, accompagnati dalla canzone “Forever Angel”, tutti hanno potuto dare il loro personale ed ultimo saluto all’amico Alessandro. “We will miss you so much!” La dedica, in coro, dei fratelli motociclisti. E’ partito, troppo presto, per il suo ultimo viaggio. Tuttavia, lo spirito di Alessandro vivrà sempre nei cuori dei suoi confratelli Hells, ogni volta che essi si riuniranno per dare sfogo al loro amore per la vita, come hanno sempre fatto. “The Angels Never Die, ciao Sandrin”.

La schiera di motociclette parcheggiate di fronte alla chiesa

La schiera di motociclette parcheggiate di fronte alla chiesa