Inaugurata la fresa della Torino-Lione Mario Virano: "La Torino-Lione non è un progetto ma una opera in corso"

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SAINT MARTIN LA PORTE  – La fresa Federica inizia il suo cammino verso l’Italia: a dare il via allo scavo della galleria geognostica di 9 km, nell’asse e del diametro del futuro tunnel di base della Torino-Lione, è stato il Primo Ministro francese, Manuel Valls. Erano presenti il Coordinatore europeo Jan Laurens Brinkhorst, il Presidente e il Direttore generale di TELT Tunnel Euralpin Lyon Turin, Hubert Du Mesnil eMario Virano; il Presidente della Commissione intergovernativa (CIG) italo – francese, Louis Besson e il Copresidente Paolo Foietta, autorità dei due Paesi e amministratori della Maurienne e della Valsusa.

L’avvio di Federica segna una tappa fondamentale nella storia dell’opera: per la prima volta due frese scavano in contemporanea l’una verso l’altra, in Francia e in Italia, dove Gea procede nel cunicolo esplorativo di Chiomonte (5500 metri su 7500).

Sulle note dell’Inno alla Gioia, eseguito dalla violinista Marie-Édith Renaud dell’Orchestra Pays de Savoie nella camera di montaggio, una “cattedrale” alta come un palazzo di otto piani e lunga come un campo da calcio scavata nel massiccio dell’Houiller, Manuel Valls ha acceso i riflettori sulla fresa, 2400 tonnellate e una potenza pari a otto motori di Formula 1, che realizza il tunnel esplorativo. Un’opera conoscitiva, innanzi tutto, con la finalità di testare la geologia della montagna in un’area particolarmente delicata delle Alpi, con la roccia che tende a richiudersi. La galleria, un cantiere in cui hanno già trovato occupazione 443 lavoratori, in gran parte maestranze locali, sarà un test importante per mettere a punto lo scavo del tunnel di base del Moncenisio da 57,5 km, a partire dal 2018.

Il cantiere di Saint-Martin-La-Porte si aggiunge ad altri 9 km di discenderie, gallerie di servizio e di accesso al tunnel già realizzati in territorio francese. È anche il prototipo di “cantiere parlante” che TELT ha sviluppato per i siti italiani e francesi della Torino-Lione: luoghi che, con un mix tra tecnologia, informazione e innovazione, raccontano il progetto generale e quello specifico, la storia e la mission dell’opera, aprendola alla sua dimensione europea.

Il cantiere di Saint-Martin-La-Porte, del costo di 391 milioni di euro (valuta 2012) è finanziato per il 50% dall’Unione europea, per il 25% dalla Francia e per il restante 25% dall’Italia. Il costo della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, pari a 8,6 miliardi di euro, è certificato da una società terza, Tractebel Engineering – Tuc Rail. Per le opere da realizzare entro il 2019, del valore di circa 1,9 miliardi di euro, in base al Grant Agreement sottoscritto a dicembre Italia e Francia beneficiano di un contributo europeo del 41,08%, pari a 813,8 milioni di euro.

Non ci stanchiamo di affermare il carattere europeo della Torino-Lione – ha dichiarato Hubert Du Mesnil, Presidente di TELT – non solo per richiamare il suo obiettivo, la realizzazione della sezione di un asse centrale della rete ferroviaria europea, a cui l’Ue contribuisce in modo determinante, ma anche il suo senso, una pietra miliare per la costruzione dell’Europa che avvicina e unisce gli uomini e le donne, oggi per realizzare quest’opera, domani per il progresso della mobilità dei passeggeri e delle merci”.

L’avvio della fresa Federica in Francia e i lavori che procedono a Chiomonte secondo il programma concordato con l’Unione europea – ha aggiunto il direttore generale di TELT, Mario Viranodimostrano che la Torino-Lione non è più solo un progetto, ma un’opera in corso di realizzazione,  cuore del corridoio Mediterraneo che è parte centrale della rete TEN-T”.