Intervista a Basile: tutte le emozioni a caldo della qualificazione a Rio

L'esultanza di Fabio (foto profilo ufficiale Facebook)L'esultanza di Fabio (foto profilo ufficiale Facebook)

ROSTA – Ancora emozionato, galvanizzato dall’aver centrato da poco il sogno di un’intera carriera sportiva e professionale, Fabio Basile non esita a parlare di “miracolo” nel commentare il biglietto per le olimpiadi della prossima estate a Rio strappato letteralmente con i morsi sempre efficacissimi della sua mascella di “pitbull”, com’è conosciuto in paese per la forza del carattere e la tenacia della volontà di vincere.

«E’ stato un miracolo arrivato in extremis», riprende, il 21enne, a poche ore dalla travolgente emozione di ieri, venerdì, quando in Kazakistan è arrivato quinto alla tappa del Grand Prix in corso, superando proprio il principale concorrente, il già olimpionico Elio Verde. «Ho la caviglia messa davvero male, ma ho stretto come sempre i denti e sono arrivato fino alla fine», ricorda la fatica di una scalata tutt’altro che semplice il giovane rostese. Scalata iniziata dopo tre anni di sostanziale fermo dalla scena internazionale: «Devo ringraziare la nuova direzione tecnica della federazione che ha creduto in me e mi ha inserito tra i big in corsa per la qualificazione olimpica – racconta Fabio – Ho iniziato quindi la strada per Rio in ritardo e, all’inizio di questo viaggio, sembrava davvero un miraggio potercela fare, soprattutto considerando il concorrente con cui mi giocavo il posto: un atleta affermato e d’esperienza come Elio». Ma, come sempre nella sua carriera, le difficoltà non spaventano, anzi caricano il “pitbull” che non molla un attimo allenamenti e gare. «E’ stato davvero faticoso, soprattutto l’ultimo mese i ritmi sono stati frenetici: non mi sono fermato un attimo, nonostante la probabile frattura alla caviglia».

Eppure, metro dopo metro, la vetta si è fatta sempre più vicina, finché la scorsa settimana, a Baku, Fabio ha superato Verde, ricevendo il testimone venerdì ad Almaty e strappando il ticket per il Brasile. «Per me, è la soddisfazione di un’intera vita – esulta ora Basile – Sognavo questo momento da quando ero ragazzino, da quando ho iniziato ad allenarmi nel judo».

E ora? «Ora mi prendo una settimana di assoluto riposo – sorride Fabio – Poi, ricomincerò la preparazione per Rio che dovrà essere per me intensa, tenendomi sempre in tensione e facendomi arrivare nelle condizioni migliori».

Prima volta a un’Olimpiade, dopo l’esperienza nella versione giovanile qualche anno fa: prospettive? Andrai per partecipare, per farti le ossa o per vincere? «Andrò, come sempre, per fare una bella gara», si limita Fabio, ma, chi lo conosce, sa che Basile partecipa sempre per vincere!